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mercoledì 15 gennaio 2020

Le tracce dell' Antica Roma in Garfagnana: nei nomi dei paesi, nell'urbanistica e nelle strade

"Non fuit in solo Roma peracta die", ovvero, "Roma non fu costruita in un giorno", così dicevano gli antichi romani e niente di questo è più vero. Questa non solo è una frase fatta ed intesa in senso ideale: diffusione dei loro usi, costumi, religione, ma è una frase che trova il suo pieno significato nel senso letterale della parola. Immaginiamoci di essere nel 117 d.C, il momento di massima espansione dell'impero di Roma, la sua superficie ricopriva quasi sei milioni di Km2, quante strade saranno state fatte per raggiungere ogni suo angolo? Quante città saranno state fondate o riedificate? Da qualche ipotetico calcolo si dice che "solamente" di strade consolari lastricate e in terra battuta siano state realizzate in un numero difficilmente calcolabile, ma pari però ad una lunghezza complessiva di duecentocinquantamila chilometri circa. Per quanto riguarda la fondazione di colonie, castra o qualsivoglia centro abitato, in effetti anche qui non si ha un'idea precisa, tante sono le
Impero Romano
formazioni nei secoli di queste future e nuove città. Quello che si sa di sicuro è che buona parte dei paesi conosciuti in Garfagnana è di origine romana; in ognuno di essi c'è il marchio di Roma, nel loro nome e nella struttura urbanistica e stradale del paese stesso. Ma prima di addentrarci nell'argomento facciamo un salto indietro di oltre duemila anni e vediamo come arrivarono i romani nelle terre perdute di Garfagnana. Erano gli anni della dura lotta contro gli Apuani, coloro che in origine abitavano le nostre montagne, questi rudi uomini erano di ostacolo alla potente Roma, che mirava  ad un'ennesimo sbocco sulla Pianura Padana e a una possibile via alternativa per raggiungere la Gallia. Finalmente (per i romani), dopo caparbie lotte (durate anni e anni), ebbe su di loro la meglio, sconfiggendoli una volta per tutte. In concomitanza con la loro sconfitta venne fondata la colonia di "Luk", (oggi Lucca), il nome era (ed è) di origine celto-ligure e
Lucca romana
significherebbe "luogo paludoso",eravamo nel 180 a.C e questa nuova colonia era di fondamentale importanza dal momento che controllava lo sbocco della Valle dell'Auser (Auser: nome antico del fiume Serchio). Di notevole importanza, tre anni dopo (177 a.C) fu la fondazione di una nuova colonia, la colonia di "Luna" (o meglio di Luni), la città, nata alle foci del fiume Magra, fu un porto fluviale e marittimo di notevole importanza, la sua posizione era strategica da un punto di vista commerciale, da li venivano imbarcati verso Roma i blocchi di marmo delle Apuane che abbelliranno la potente Roma...e in mezzo a queste due colonie c'era una valle che doveva fare da collegamento, una valle espropriata con il sangue nemico che doveva essere
Il porto di Luni
completamente colonizzata: questa valle era la Garfagnana. Il primo passo da fare era di adoperarsi per una vera e propria urbanizzazione, la Garfagnana era una terra a dir poco selvaggia, impervia e difficilmente raggiungibile, ci sarebbe stato da rimboccarsi le maniche e così fu. Per le opere infrastrutturali i romani presero spunto dal modello greco, ma con una sostanziale differenza:
"Mentre i Greci consideravano di aver raggiunto la perfezione con la fondazione di città, preoccupandosi della loro bellezza, della sicurezza, dei porti e delle risorse naturali del paese, i Romani pensarono soprattutto a quello che i Greci avevano trascurato: fare le strade per raggiungere queste città", più chiaro di così Strabone (storico e geografo greco del 60 a.C)non poteva essere. Infatti il console romano Claudio Marcello, nel 183 a.C curò la realizzazione della prima strada (consolare) che avrebbe attraversato la Garfagnana: la Via Clodia, che prendeva proprio il
la via Clodia
nome dal suo ispiratore; la strada partiva da Lucca e toccava Sesto di Moriano, Valdottavo e Diecimo, località che prenderanno il nome dalle pietre miliari li poste per segnalare la loro distanza da Lucca (sextum, octavum, decimun lapidem), risaliva poi la Valle del Serchio, passava per tutta la Garfagnana fino a Piazza al Serchio, da dove proseguiva verso nord e verso Luni (l'altra colonia), valicando il Passo di Tea. Un altra mossa fondamentale e vitale sarebbe stato quello di abitarle queste zone... La Garfagnana fino a quel tempo era una zona quasi inesplorata, gli inverni erano duri e rigidissimi, insomma era un luogo veramente inospitale. Che fare allora? La prima cosa fatta fu quella di insediare dei presidi militari, dei "castra"(o castrum). Questi castra, proprio come nel caso garfagnino, venivano edificati in luoghi di frontiera e costruiti (come ancora oggi appare) su sommità, posizione ideale per fronteggiare eventuali attacchi nemici. Non immaginiamoci però questi accampamenti in stile "Asterix", per meglio capirsi questi insediamenti non si basavano su tende come alloggi, ma avevano edifici veri e propri, poichè questi siti erano luoghi stanziali, dove le truppe vivevano, difesi da
Castra romano
solide mura, a conferma di questo, nella maggioranza dei casi in Garfagnana si svilupparono sopratutto dei "castra" cosiddetti "stativa", cioè accampamenti stabili, fatti per essere sempre abitati, tant'è, che li i legionari portavano le loro famiglie e gli ufficiali avevano delle case di tutto rispetto. Nella maggior parte dei casi queste abitazioni erano fatte in legno, che con il tempo si evolveranno in costruzioni in muratura e ancora con i lustri, i decenni e i secoli cresceranno e si articoleranno nei paesi che oggi conosciamo. Non solo, lo sviluppo di questi posti fu incentivato anche da Roma, qualunque cittadino romano che avesse avuto intenzione di abitare o colonizzare queste impenetrabili terre avrebbe avuto vantaggi fiscali importanti, nonchè la distribuzione gratuita delle terre, ecco che grazie anche a ciò, intorno a questi castra si sviluppò anche un certo commercio e la creazione di strade
la costruzione delle strade
secondarie, quelle che collegavano il castra al bosco (per il rifornimento di legna) o quelle che univano al villaggio più vicino, per agevolare scambi o piccoli commerci. Ma perchè per la Garfagnana si parla di "castra" e non di colonia come per Lucca e Luni? Va fatto un sostanziale distinguo, la colonia non era affatto un presidio militare, ma bensi per colonia si designava quel luogo dove veniva insediato un gruppo di cittadini romani, che li stabilivano un centro autonomo ma con vincoli di stretta alleanza con Roma. Rimane il fatto, che oggi nelle viuzze interne dei nostri paesi si possono ancora vedere gli assetti viari dell'antica Roma, spesso non ci facciamo caso, ma buona parte delle stradine interne dei centri storici garfagnini (di fondazione romana) formano un reticolato di cammini che si intrecciano fra loro, attraversati da un cosiddetto "Cardo Massimo" (la strada principale che attraversava l'accampamento romano da nord a sud) e da un decumano maggiore (la strada principale che tagliava il luogo da est a ovest), ad esempio, questo si può notare benissimo a Gallicano, il cardo massimo attraversa tutto il centro storico per via Bertini, mentre il decumano maggiore è quello che oggi unisce est -ovest via San
esempio di castra romano
Fabiano, via San Sebastiano e via Castello. Questo schema urbanistico, 
tipico degli accampamenti romani, creava di fatto un quadrilatero e nell'intersecarsi delle due strade principali si trovava il Foro, il luogo centrale della vita sociale, dove sorgevano gli edifici pubblici e dove si sviluppava il mercato. Ci sono paesi garfagnini però, che sono più "romani" che altri, perchè hanno l'impronta della "Città Eterna" anche nel nome. Alcuni addirittura prendono la denominazione da esimi consoli e generali. E' il caso di Sillano, che trae le sue origini fra storia e leggenda. A quanto pare nell'anno 102 a.C, il generale romano Lucio Cornelio Silla, proprio dove ora sorge il paese, fece costruire alcune capanne dai suoi soldati, una grossa
Lucio Cornelio Silla
nevicata infatti aveva bloccato per giorni la sua guarnigione sulla strada che conduceva in Gallia, mentre stava andando in soccorso alle truppe comandate dal cognato Gaio Mario. Una volta terminato il maltempo, le capanne vennero abbandonate e abitate da pastori e boscaioli locali. Vanta origini di un certo lignaggio anche Minucciano, nella figura del console Quinto Minucio Termo, dove qui fondò un castra, posto a difesa del confine, contro eventuali invasioni barbariche. Ben più modesta, in fatto solamente di scala gerarchica, la genesi di Gallicano, il nome prenderebbe origine da Cornelius Gallicanus valoroso legionario, al quale questa terra fu donata da Roma come ricompensa per le sue imprese, il suo nome compare addirittura nella "Tabula alimentare Traianea", un'iscrizione in bronzo dove si fa riferimento a dei prestiti fatti ai nuovi proprietari terrieri. Un colono di umili origini doveva essere anche tal "Fuscianus", che ebbe i suoi possedimenti in quel di Fosciandora, come anche a poca distanza, a Ceserana, ebbe le sue terre un certo "Caeserius", per non parlare di "Cassio" che ebbe buon occhio quando prese possesso delle terre di Cascio. Questi sono alcuni esempi, per rimarcare, se ce ne fosse
Gallicano
bisogno, l'impronta che lasciò Roma. Perchè la grandezza di Roma, fu il risultato non solo della potenza militare, ma sopratutto ebbe la grossa abilità di tenere insieme ed integrare le varie parti di un impero velocemente conquistato. Il suo dominio politico fu il più capace (fra quelli dell'antichità)a suscitare consensi e gettare radici, lasciando segni nel paesaggio, nella lingua, nella cultura e nel diritto delle nazioni. 




Bibliografia

  • Imperium Romanun. La civiltà Romana.
  • Storia universale. Strabone

mercoledì 18 ottobre 2017

Alla curiosa e intrigante scoperta del significato dei nomi dei paesi garfagnini

Mamma mia che brutta parola! "Toponimo". Un vocabolo che fa venire
alla memoria mille cose strane fuorchè quella esatta, invece è uno dei termini più affascinanti ed interessanti che ci sia. Nel suo specifico tale parola proviene dal greco, ed è composta dalle parole tòpos = luogo e onoma = nome, infatti la toponomastica (altra terribile parola) è lo studio dei nomi dei luoghi, ed una materia bellissima che attraversa nello stesso tempo altre materie, come la storia, la geografia, la glottologia (n.d.r: lo studio delle lingue) e la filologia (n.d.r: l'insieme delle discipline che ricostruiscono i documenti letterari alla loro corretta interpretazione). Come tutti sanno ogni nome di luogo, città o paese ha dietro di se una storia molto antica che al suo interno racchiude un significato nascosto che non sempre si conosce e allora vi siete mai chiesti come mai il vostro paese si chiama proprio così? Da dove deriva il suo nome? Qual'è il suo significato? Avete mai notato che alcuni dei paesi garfagnini hanno dei nomi composti, altri invece sono apparentemente indecifrabili, mentre altri ancora contengono un nome di un santo? I toponimi hanno di fatto un origine molto varia, ad esempio possono derivare da alture del terreno e d'impulso ecco mi viene in mente
Il paese del Poggio
il paese del Poggio (comune di Camporgiano)che si è formato difatti originariamente sul Colle della Capriola, o sennò possono nascere da cime, passi, valli, corsi d'acqua, boschi, colture, miniere e attività lavorative in genere e vediamo in questo caso paesi come Fornovolasco che deve la sua denominazione a dei forni legati alla fusione del ferro, o Fornaci di Barga che deve ricercare le proprie radici etimologiche sempre intorno ad un forno, ma che stavolta serviva però per cuocere mattoni. Ma sopratutto i nostri paesi hanno legato il proprio nome a una persona, che in origine poteva essere il fondatore, il feudatario o il proprietario di quell'appezzamento di terreno. Un "trucchetto" per capire ancor di
Le attività dei coloni romani in un
mosaico del III secolo
più l'origine dei borghi (in questo caso la regola è generale) sta nell'osservare come termina il nome del proprio paese o città che sia e vediamo che quelli che terminano con il suffisso ano e ana sono di origine latina, mentre ago-aga-ico-ica sono di derivazione gallica, ciò che finisce in engo è di chiara genesi germanica. Tornando alle località che hanno i suffissi ano-ana, questi con ogni probabilità si sono formati dal nome del proprietario del terreno sul quale e poi sorto l'insediamento, per ben chiarire portiamo il caso di Gallicano, e vediamo appunto che "fundus Gallicanus", significa fondo (agricolo) appartenente a Gallicanus. Da non tralasciare sono i toponimi con i nomi religiosi, questi luoghi verosimilmente sono di origine medievale (Pieve, Badia, Angeli e così via...)e in particolare i nomi dei paesi che provengono direttamente da un santo si chiamano niente di meno che  "agiotoponomi" (altro parolone) e in Garfagnana da questo punto di vista possiamo portare una miriade d'esempi: San Michele (Piazza al Serchio), San Romano, San Pellegrino in Alpe...Altra curiosità intrigante è vedere che ci sono nomi che vengono da viabilità antiche e di conseguenza alludono alle miglia romane, caso esemplare nella provincia di Lucca sono le località di Sesto di Moriano (sextum lapidem), Valdottavo (octavum lapidem) e Diecimo (decimun lapidem) che segnalavano le miglia sull'antica Via Clodia. Molto comuni inoltre sono quei toponimi garfagnini(e non solo garfagnini) che riprendono l'appellativo dalla presenza in loco di antichi
L'antica Via Clodia
castelli, fortezze o anche torri, lampante l'esempio nostrano di Castelnuovo Garfagnana, Castiglione o Castelvecchio Pascoli. 

Sia chiara una cosa, non sempre è possibile risalire all'origine del luogo, origine persa ormai nel tempo, a volte è possibile fare delle ipotesi, ed è quello che farò adesso, naturalmente non sono mie personali supposizioni, ma di studiosi dell'argomento che hanno cercato di dare un perchè del nome ai paesi della Garfagnana. Per non fare "torto" a nessuno faremo però un excursus sui comuni, uno per uno. Cominciamo da...

Camporgiano: L'origine del toponimo è incerta e anche se non sembra questo è un nome composto, la prima parola deriva dal latino
Camporgiano e la sua rocca
"campus" (campo). La seconda parola potrebbe avere origine dal nome della vicina località "Rogiana" (ora Poggio San Terenzio), oppure dal latino "hordeum" (orzo), con significato globale di campo coltivato a orzo.


Careggine: Per alcuni questo nome è derivante da "Caricinum" o "Cariginae" e starebbe a significare "campo della regina" e se come si presume fosse riferito ad un accampamento militare romano varrebbe a dire "campo a capo di altri castra (intesi come accampamenti)". Altra ipotesi vorrebbe che il nome nascesse da "Pagus Caricius", in riferimento ad una pieve edificata secondo la tradizione paleocristiana sui "pagi" (villaggi rurali), in alternativa un luogo ricco di "carices", ovvero giunchi.

Castelnuovo Garfagnana: Il nome fa riferimento ad un "Castrum Novum" ossia ad un nuovo castello di costruzione recente rispetto ad uno già esistente. 

Castiglione Garfagnana: Tale appellativo risale al periodo della
Il Castello del Leone:
Castiglione
Garfagnana
dominazione romana quando si costruivano i "castra" (cioè di fortificazioni). Tra queste fortificazioni c'era "Castrum Leonis", il castello del leone, al tempo tenuto in gran considerazione per la sua posizione di controllo per la più facile via che conduceva al di là dell'Appennino. Era quindi l'antico "castrum leonis", la più forte delle fortificazioni capace di battersi e difendersi come un leone per proteggere il proprio territorio. 


Fabbriche di Vergemoli: Nome composto. "Fabbriche" viene fatto risalire a dei mastri ferrai che si stabilirono in zona nel XIV
Fabbriche e il ponte medievale
secolo, quando l'economia del luogo era basata sulla lavorazione del ferro. L'etimologia del nome Vergemoli è più complessa ed è piuttosto controversa e incerta, le ipotesi sono svariate. Si parla che sia riferita ad una persona tale Geminus, potrebbe derivare anche dalla posizione geografica del paese che sorge sullo spartiacque di due valli: "vallis gemina" (valli gemelle), oppure dal latino 
"Virgemulum", vale a dire piccolo piantonaio(n.d.r: vivaio con terreno opportunamente lavorato dove si interrano le pianticelle innestate). Si può anche ipotizzare che il nome sia composto da "Ver",(radice di vertice) vale a dire luogo in alto e da "moli" che significherebbe macine, il nome perciò significherebbe "molini in alto", vista la numerosa e antica presenza di questi nella zona.

Fosciandora: Questo toponimo è fra i più curiosi e singolari e ci dice che la provenienza di questo nome verrebbe da "fuscandola", ciò probabilmente indicava il colore fucsia delle pietre utilizzate per la costruzione delle case in epoca remota. 

Gallicano: Il nome era già in uso nel 771 come Galicanum,
Il centro storico di Gallicano
probabilmente dal nome di un colono romano di nome Gallio o Gallicano (a dire il vero nella tabula Alimentare di Veleia è noto come Cornelius Gallicanus).


Giuncugnano: Il nome della località nascerebbe dal nome proprio "Iucundius", al quale viene aggiunto il suffisso "anus" indicante l'appartenenza.

Minucciano: Il paese prende il nome dal console romano Quinto Minucio Termo (in precedenza il luogo si chiamava Saltus), incaricato della difesa del confine dalle invasioni barbariche.

Molazzana: Difficile risalire all'origine di questo nome. Diverse sono le interpretazioni, tutte però riconducono alla mola, intesa
Molazzana
come macina. Tutto questo però non ha alcun fondamento documentato, anche se c'era l'antica presenza (sul torrente 
Vescherana) di due importanti  mulini per la comunità di Molazzana.

Piazza al Serchio: Il nome è composto da "piazza" che farebbe riferimento a uno spiazzo o meglio a una vasta area che in epoca medievale era usata come luogo di mercato e "al Serchio", che si riferisce al fiume che scorre vicino al paese. Da far notare che fino al 1923(anno in cui il borgo passò alla provincia di Lucca) il paese si chiamava Piazza Massese.

Pieve Fosciana: Eccoci ancora davanti a un nome composto, in questo
Pieve Fosciana
caso da "Pieve" che ha chiara attinenza alla parola chiesa, infatti dall'XI secolo prese il nome di "Plebes de Fosciana". Il toponimo Fosciana ha anche in questo caso origini romane ed è attribuibile al latifondista Fuscus che a quanto pare avrebbe avuto una superficie agraria dove oggi è situato il Piano Pieve, che al tempo si chiamava "Campus Fuscianus", cioè i campi di Fuscus.


San Romano Garfagnana: Il paese prende semplicemente il nome dal santo a cui è dedicata la chiesa principale.

Sillano: Lucio Cornelio Silla generale romano è alla genesi di
L'illustre generale
romano Lucio Cornelio
Silla
questo paese. Si racconta che le sue armate dirette in Gallia dovettero fermare la loro avanzata nei pressi dell'attuale paese a causa di una forte nevicata, visto il maltempo per un certo periodo i valorosi soldati di Silla soggiornarono in questi boschi costruendo delle casupole, alla loro partenza queste casupole furono occupate dagli abitanti locali. 


Vagli: Il temine Vagli deriva da "Vallis", valle.

Villa Collemandina: Il paese nasce da una fattoria (o casa di campagna) romana: "Villae". Con l'arrivo dei longobardi si hanno le prime notizie documentate sul luogo che continua ad essere citato come "Villa". Nel 1168 viene nominata in una bolla papale come "Ecclesia Sancti Sixi de Villa (Collemondinga)" che indicava il luogo della fondazione del paese: Colle Mondingo. Nel tempo il nome varierà in "Villa di Colle", "Villa Colle Mondingo", "Villa Colle Mondina", ed infine Villa Collemandina.

E questo è quanto. Naturalmente non va tutto preso per oro colato, il campo in questione e la materia sono difficilissimi da interpretare,
d'altronde si fa riferimento a nomi nati mille e più anni fa. Di questi ricercatori c'è solo da apprezzare il puntiglioso studio e la minuziosa ricerca, per la "sola" e semplice voglia di sapere e di farci conoscere le nostre radici. 



Bibliografia:

  • "Dizionario della toponomastica-storia e significato dei nomi geografici italiani" UTET