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martedì 24 febbraio 2015

Un lontano 1910:Quando dalla Versilia per raggiungere le Alpi Apuane si usava la mongolfiera.Questa è la storia dell'epica impresa del "Pallone Frenato."

1910 La Pubblicità dell'epoca
del Pallone frenato
Non è una storia prettamente garfagnina ma è una storia che merita di essere raccontata.Siamo nel comune di Stazzema in Versilia, anche se, questo luogo da Gallicano è raggiungibile in appena 40 minuti circa.Questo posto fa parte delle nostre magnifiche Alpi Apuane e siamo appunto sull'Alto Matanna, luogo incantevole per le escursioni verso il Monte Croce,il Procinto,il Monte Forato e altre mete ancora e per chi come me è un po' più pigro può approfittare dei suoi verdi prati per pic nic e scampagnate in famiglia.Ad accoglierci appena lasciata l'auto nel parcheggio, fra i maestosi larici c'è l'albergo (rifugio) Alto Matanna, un posto dove dormire e mangiare per poi avventurarsi sui magnifici monti circostanti.Questo albergo però nasconde una storia tutta vera, di altri tempi, anch'essa stupefacente e meravigliosa, una storia che sembra uscita da un libro fantascientifico di Jules Verne o perchè no,da un romanzo di avventure di Mark Twain.Tutto ebbe inizio alla fine del 800 quando un ambizioso fabbro di Palagnana di nome Alemanno Barsi decise di sposarsi.Questa moglie era una donnina minuta, non troppo alta e forse neanche tanto bella, ma in compenso possedeva come dote un barile di marenghi d'oro e questo era quanto bastava per le ambizioni del fabbro.Alemanno con quella dote potè dare sfogo alle sue aspirazioni.Fu così che nel 1890 inaugurò al Basso Matanna (Palagnana) un nuovo albergo (oggi dismesso).Eravamo in quel periodo in cui si cominciava a parlare di villeggiature, di vacanze  e i signorotti dell'epoca approfittavano di questo modo nuovo di concepire la vita  e quindi i clienti a questo nuovo albergo non mancavano e nonostante l'altitudine (750 m) era dotato di tutti i confort più moderni (per l'epoca),si poteva telefonare
L'albergo Basso Matanna (Palagnana)
oggi e ieri
direttamente a Viareggio e i quotidiani arrivavano puntuali tutti i giorni.Gli anni passavano e ad Alemanno nacque un figlio, Daniele, che una volta grandicello intraprese il mestiere di rappresentante di utensili da lavoro.Nel suo viaggiare Daniele conobbe una bella signorina di nome Rosetta di Montecarlo di Lucca, anche lei con una dote molto consistente (tale padre, tale figlio...)e si sposò.Rosetta fu confinata subito a dirigere l'albergo del Basso Matanna, dove con grande eleganza lo arredò nel classico stile inglese come era di moda in quegli anni nella vicina Bagni di Lucca (n.d.r:Bagni di Lucca intorno al 1850 fu meta turistica ambita per le sue terme da inglesi ed americani,tanti decisero di rimanerci a vivere,tant'è che nella cittadina esiste un cimitero inglese e una chiesa anglicana).Nel frattempo il buon Alemanno costruì un altro albergo stavolta all'Alto Matanna (quello ancora oggi esistente e attivo), un posto favoloso,una posizione incantevole, attorniato dalle Alpi Apuane a 1037 metri d'altitudine, dalla sommità dei suoi monti si può
Oggi l'albergo "Alto Matanna"
ammirare l'arcipelago toscano, insomma la famiglia Barsi lassù voleva creare una "Svizzera in Toscana".Il problema rimaneva l'accessibilità e in più bisognava in qualche maniera attirare i clienti più ricchi e aristocratici,quei clienti però frequentavano le spiagge di Viareggio, e Matanna era raggiungibile a piedi o a dorso di mulo. Come risolvere allora il grave problema? Ci pensò il figlio Daniele, fu una trovata sensazionale, di sicuro impatto, si pensò di portare questi nuovi villeggianti dal mare ai monti utilizzando un pallone aerostatico frenato, una mongolfiera che scorreva su cavi di acciaio che doveva partire dalla Grotta dell'Onda (che si trova a 710 metri d'altezza sul versante meridionale del Monte Matanna, sul lato versiliese).Questi cavi guida erano del diametro di 27 mm,la capacità di trasporto sarebbe stata di 6 persone più il comandante, il diametro del pallone era di 14 metri,l'altezza dell'aerostato in volo superava i 20 metri. I lavori così partirono,nell'area della Grotta dell'Onda fu costruito l'hangar di legno, il quale poggiava su una base in muratura, mentre da cento e passa operai fu elevato un cavo metallico portante di 800 metri.Il volo di collaudo fu
Il biglietto di trasporto 
fino alla stazione del 
pallone costava 200 lire
effettuato con successo il 21 agosto 1910.Tutto quindi era previsto in ogni dettaglio, gli ospiti sarebbero stati prelevati dalla stazione di Viareggio,di li condotti in automobile fino a Candalla (località di montagna versiliese), poi con la portantina o a dorso di mulo condotti fino alla Grotta dell'Onda dove si sarebbero 
imbarcati sul pallone, dopo un oretta circa,una volta giunti alla stazione di arrivo un'altra portantina in 5 minuti portava i turisti in albergo "Alto Matanna",ricco anche questo di ogni comodità.Finalmente arrivò così anche il giorno dell'inaugurazione, il 28 agosto 1910 alla presenza di tutte le autorità e della stampa.Agli ordini del comandante Frassinetti si ebbe il primo viaggio ufficiale del "pallone frenato" ribattezzato "Rosetta" (come la moglie del suo ideatore Daniele Barsi), fu un vero tripudio, la cosa funzionava e fu accolta da grande entusiasmo, tutti volevano 
Foce al Pallone ,di qui si partiva con
l'aerostato per l'Alto Matanna
(foto di Maxviator)
salire sulla mongolfiera, tutti volevano sostare all'albergo"Alto Matanna".Ospiti a dir poco illustri volarono con questo pallone,le teste coronate di tutta Europa ambivano a questo viaggio, infatti il Re del Belgio Alberto I con famiglia al seguito vi viaggiò, per non

parlare poi dell'Infanta di Spagna Maria Teresa di Borbone sorella del re Alfonso XIII e poi scienziati,professori,nobili, poeti...Come si sa però in tutte le belle storie esiste sempre un MA.Su questa storia aleggiava un brutto presentimento, si, perchè è bene dire che nella zona di costruzione dell'hangar e della posa dei cavi era presente una "mestaina", una Madonnina molto antica che gli operai distrussero per realizzare il progetto.La gente di Casoli (frazione di Camaiore a ridosso delle Alpi Apuane)  avvertì gli ingegneri e i proprietari che era stato profanato un luogo sacro e che in qualche modo prima o poi il buon Dio se ne sarebbe ricordato...Arrivò così l'inverno del 1911 quando una notte di febbraio una spaventosa tempesta si abbatté violentemente sulla zona.Dagli abitanti di Casoli fu udito un grande schianto dalle parti della Grotta dell'Onda dove c'era l'hangar che custodiva la mongolfiera nella stagione invernale.Il mattino
Due degli illustri ospiti del Pallone Frenato:
il Re del Belgio Alberto I
 e l'Infanta di Spagna Maria Teresa di Borbone
seguente gli abitanti del paesello si vollero rendere conto del terribile schianto avvenuto e salirono fin lassù.Quello che videro fu apocalittico, l'hangar era completamente distrutto, come stritolato e la stessa misera fine toccò al pallone anch'esso ridotto a brandelli.Volenti o nolenti, credenti o meno la profezia degli abitanti di Casoli si avverò,le forze divine si erano vendicate della profanazione del luogo sacro sentenziando così la fine dell'epica impresa dei Barsi.

Sono passati esattamente 105 anni da quei giorni e ancora oggi è visibile per chi percorre quei sentieri la struttura di cemento e le pietre su cui poggiava l'hangar.

martedì 16 dicembre 2014

Un patrimonio artistico religioso tutto garfagnino (spesso trascurato): le "Mestaine"

Mestaine in Garfagnana
Sono esempi di un’arte popolare, che rappresenta un patrimonio storico religioso straordinario, ma poco conosciuto e spesso trascurato.La nostra valle ne è piena,la loro è una presenza silenziosa che sfugge spesso all'occhio distratto del passante e che, proprio per questo motivo occorre tutelare sempre con attenzione. Sono le "mestaine"così comunemente conosciute in Garfagnana con questo nome, in alternativa le possiamo anche chiamare maestà,maestaine,o marginette in ricordo di quando il termine latino “maiestas” era rivolto alla divinità e ai santi, oppure "Madonnine" perchè senza dubbio il maggior numero delle immagini è collegato al culto Madonna.Situate quasi sempre ad un incrocio o perlomeno in prossimità (fateci caso, poi spiegherò il perchè),sui ponti, sulle fontane,sono fatte in marmo,in arenaria o anche in terracotta. Avevano (anzi hanno) funzione votiva per ringraziare da uno scampato pericolo, oppure per proteggere una famiglia,una comunità o anche i raccolti.Oltre ad un motivo religioso anticamente ve ne erano altri più pratici, cioè quello di indicare la strada ai viandanti e anche di delimitare i confini fra una proprietà e l'altra. La loro origine è risale a tempi lontanissimi; anche questo è un culto e una tradizione che abbiamo ereditato dai romani.I primi furono loro ad erigere immagini raffiguranti gli Dei per ingraziarsi la loro protezione, tant'è che regolarmente si svolgevano delle vere e proprie processioni davanti a queste figure,delle cosiddette "rogationes"in latino o come si dice oggi delle rogazioni. Fatto sta che pari pari il cristianesimo ha fatto sua questa usanza ricalcando passo passo quello che fu dell'antica Roma e infatti anche i nostri nonni facevano queste rogazioni davanti alle mestaine in primavera per chiedere grazia a Dio e alla Madonna di un abbondante raccolto. Il gran numero di mestaine nella nostra Garfagnana ci induce a pensare che non siano frutto  di occasionali iniziative ma bensì di un rituale religioso consolidato nei secoli e ciò va inserito nel fermento religioso che coinvolse la valle intorno al 1600-1700 sull'onda della fine del Concilio di Trento (1563) che portò una ventata di "modernità" e di rispolvero in tutto il cattolicesimo in relazione poi a una certa tranquillità
1523:La più antica "mestaina"
 della Garfagnana a Puglianella
politica che vide in quell'epoca un vero "fiorire" di mestaine in ogni dove. Ne abbiamo una che è precedente a tutte le altre che va considerata a buon titolo la più antica di tutta la Garfagnana e si trova in località Sassina a Puglianella nel comune di Camporgiano ed è del 1523. Durante la bella stagione diverse pie donne nelle loro
passeggiate la domenica pomeriggio andavano alle mestaine a recitare rosari e preghiere e così anche i viandanti che ad ogni crocevia dove era posta un immagine sacra o una croce recitavano una preghiera:

Fermati o passeger non ti sia grave
chinare il capo e recitare un'Ave
Maria Santissima di cuore vero
copriteci con il vostro velo
Guidateci per la via sicura del Cielo
Madre del buon consiglio
pregate per il vostro figlio
che ci liberi da ogni periglio
e in morte ci dia buone sorte

Ma perchè di solito queste mestaine sono poste in prossimità di incroci o bivi ? Qui come spesso succede in questi casi si mescola il sacro con la superstizione, infatti era credenza che in queste strade a più vie si potessero generare energie cosmiche tali da richiamare un confluire di streghe e demoni ed ecco anche il perchè la maggior parte delle immagini raffigurate nelle mestaine rappresentano la Madonna che notoriamente schiaccia il serpente 
La Madonna che schiaccia
 la testa al serpente
simbolo del demonio. Oggi molte
mestaine sono state distrutte dal passare degli anni specialmente quelle che si trovavano lungo le mulattiere o i sentieri apuani. Purtroppo alcune di quelle rimanenti le troviamo malmesse, corrose dall'inquinamento,sbiadite dalle intemperie.Un vero e proprio patrimonio artistico e religioso garfagnino tenuto in vita nella maggioranza dei casi dalla cura delle persone del luogo. Non abbiamo timore di difendere la nostra storia, i nostri sentimenti religiosi, la nostra cultura e le nostre tradizioni.