Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post

mercoledì 23 settembre 2020

1948: Cronaca di drammatiche elezioni. Democrazia Cristiana o Partito Comunista? Russia o America ? e in Garfagnana intanto...

Finalmente !!! Anche questa volta sono (da poco) passate queste benedette (o maledette...) elezioni. Effettivamente non ne potevo più, in ogni dove vedevi spuntare un candidato, aprivi facebook e zac eccone uno, ti rilassavi sul divano per vedere un film ma anche qui fra un canale ed un altro ecco che spuntava qualche simbolo di un partito, se aprivi i giornali allora non ne parliamo...e poi... e poi come al solito alla fine di questo gran circo politico risulterà che chi ha vinto ha vinto e anche chi ha perso troverà il modo di dire che in qualche maniera ha vinto anche lui... Succede sempre così. Non successe così però nell'ormai lontano 1948, alle prime  elezioni politiche dell'Italia repubblicana. Si, perchè diciamocelo chiaramente, anche in politica esistono elezioni ed elezioni, esistono elezioni più o meno significative ed elezioni più o meno fondamentali per la vita del Paese e proprio quelle del 1948 in questo senso furono le più importanti e decisive che l'italia repubblicana abbia mai avuto. Era il 18 aprile 1948 quando gli italiani furono chiamati a votare per la prima volta dopo l'entrata in vigore della Costituzione. L'affluenza alle urne ebbe cifre esorbitanti e mai più ripetute, il 92% degli italiani (quasi 27 milioni di persone)voleva decidere del proprio futuro. La posta in
gioco era altissima e due erano le aree politiche scese in campo pronte a vincere questa partita (erano poi le medesime forze che appena qualche anno prima avevano combattuto fianco a fianco contro un unico nemico: il nazifascismo), da un lato avevamo la Democrazia Cristiana e dall'altro il Fronte Democratico Popolare, una coalizione di partiti di sinistra rappresentata dal Partito Comunista e dal Partito Socialista. I protagonisti principali erano i volti di coloro che rimarranno per sempre nella storia repubblicana italiana: Alcide De Gasperi (D.C), Pietro Nenni (P.S.I) e Palmiro Togliatti (P.C.I). Ma in fondo a tutta questa situazione, la questione che pesava più di tutto su queste elezioni era un'altra, una scelta che avrebbe segnato in maniera netta le sorti future della Nazione. I risultati della tornata elettorale del 1948 avrebbero determinato l'appartenenza politica a uno dei due schieramenti che negli anni a venire cambieranno il modo di vivere e di pensare di tutto il mondo, bisognava allora scegliere fra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti d'America. Fu dunque una campagna elettorale senza esclusioni di colpi, in confronto quelle che noi oggi definiamo campagne elettorali vergognose nel '48 potevano essere considerate
commediole dilettantesche. Il clima era esasperato, entrambi gli schieramenti avevano impostato la loro campagna sulla sistematica denigrazione dell'avversario, ma non solo, il nemico era visto come un vero e proprio traditore. D'altronde  il clima sociale in Italia era in una situazione di crescente allarme e tutti si rendevano conto di ciò, tanto che lo stesso De Gasperi ebbe a dire di "sentire un puzzo acre di guerra civile". A rinfocolare l'inquietudine ci pensarono 
(furbescamente) gli americani, a quindici giorni dal voto fu varato il famoso Piano Marshall, un piano di aiuti all'Europa per la ricostruzione post guerra di 14 miliardi di dollari. Nemmeno Papa Pio XII cercò di stemperare le tensioni, anzi, nel suo messaggio natalizio del 1947 a proposito di queste elezioni non esitò a dire:-Essere con Cristo o contro: è tutta qui la questione. Disertore e traditore sarebbe chiunque volesse prestare la sua collaborazione materiale, i suoi servigi, le sue capacità, il suo aiuto, il suo voto a partiti e poteri che negano Dio-. Il responso delle urne comunque sia non lasciò dubbi, il risultato fu clamoroso: la Democrazia Cristina si aggiudicò la maggioranza relativa dei voti (48,5%) e quella assoluta dei seggi (305), il Fronte Democratico si fermò al 31% (183 seggi). Il che significava che l'Italia rinunciava a entrare nell'orbita
Papa Pio XII
dell'Unione Sovietica per buttarsi così nelle braccia americane. E in tutto questo trambusto, quell'angolo sperduto di mondo chiamato Garfagnana di fronte a queste epocali elezioni come si comporto? Si comportò seguendo il suo istinto conservatore di atavica memoria, dovuto in buona parte dalla sua posizione geografica: una valle chiusa fra due catene di monti non permetteva lo svilupparsi di nuove idee, come poteva accadere ad un altra zona della Toscana geograficamente più aperta e pronta a raccogliere nuove filosofie. Cosicchè qui la chiesa trovò vita facile, la tradizione cattolica garfagnina avrebbe pesato in maniera decisiva sulle sorti del voto. Di questo ne erano consapevoli anche a livello nazionale, la Garfagnana veniva additata come una di quelle zone in cui il clero si faceva sentire pesantemente, un clero ritenuto assai arretrato, un clero "medievale". A rinvigorire lo spirito cattolico dei garfagnini accaddero poi degli episodi sospetti che la D.C locale cavalcò in vista delle future elezioni. Eravamo proprio all'approssimarsi delle votazioni (dicembre 1947) quando a Gramolazzo ad una ragazza del paese (Anna Morelli) comparve la Madonna. La Vergine, con il suo tocco guarì la giovane  da una brutta ulcera, lasciandole poi sullo stomaco una croce come segno del suo passaggio (per saperne clicca sul link: http://paolomarzi.blogspot.com/2017/02/la-bernadette-di-gramolazzo-anna.html). A pochi giorni da quel fatidico 18 aprile 1948, la Madonna fece capolino dalla parte opposta della Valle: a Borgo a Mozzano, in località Mao. Una pastorella si fermò a pregare davanti ad una cappellina che conteneva una Madonnina in gesso,
Anna Morelli
(foto Corriere
della Sera)
ebbene, la pastorella testimoniò che gli occhi della statuina si muovevano e la guardavano. La "sindrome del miracolo" si sparse così per tutta la valle, un'ondata di religiosità popolare mista a superstizione coinvolse tutta la provincia, l'
apoteosi fu toccata quando Anna Morelli, "la miracolata di Gramolazzo" andò in visita alla "Madonna di Mao", le cronache raccontano che quel giorno migliaia di persone raggiunsero Borgo a Mozzano. Ma le apparizioni non si fermarono solamente qui, si diceva che anche la statua della Madonna, posta all'orfanotrofio di Santa Zita a Castelnuovo avesse mosso gli occhi. Stessa cosa, a quanto pare, accadde a Barga nella chiesa SS.Crocifisso. Insomma, segni della Vergine comparivano in tutta la valle, tant'è che (forse)casualmente comparirono anche Madonne trafugate tempo addietro, al Sillico infatti, fu ritrovato un quadro raffigurante un'ennesima Madonna del 1400 (il quadro era stato rubato l'anno prima...). Non solo Madonne però... Bisognava anche metter su un quadro sociale debole e precario, fu così che le forze dell'ordine cominciarono una caccia spietata alle armi, quelle stesse armi che qualche tempo prima erano servite per combattere i nazisti. La Garfagnana ne era piena, in ogni casa un qualcosa di ciò era rimasto sicuramente, qui difatti come saprete si era stabilito il fronte della Linea Gotica e nel momento del ritiro dei militari, su questa terra in tal senso fu lasciato ogni "ben di Dio". Era da anni però che i carabinieri sapevano (più o meno) chi possedeva le armi, ma si dice che dietro queste operazioni ci fosse un disegno per
dimostrare all'opinione pubblica come i comunisti fossero pronti ad imbracciare le armi in caso di una loro sconfitta alle elezioni. Per cui rinvenimenti ci furono a Barga e dintorni(fucili, mitragliatori STEN, fucili semiautomatici, munizioni e bombe a mano). A metà del mese di marzo 1948 in un fienile a Fosciandora fu ritrovato un vero e proprio arsenale: centinaia di bombe da mortaio, e un grande quantitativo di munizioni da mitragliatrice. In tutto questo caotico quadro sociale anche gli stessi industriali erano spaventati da una vittoria delle sinistre, la stessa S.M.I di Fornaci di Barga fece proiettare ai lavoratori all'interno della fabbrica un film che mostrava "il pericolo della dittatura del proletariato". Naturalmente anche la campagna elettorale di sinistra non era da meno in quanto ad accuse e sospetti e non lesinava affatto in "complimenti". Il P.C.I locale metteva in guardia tutta la popolazione della valle dicendo che: "...il governo della discordia che, favorendo la rinascita di movimenti fascisti , mette in pericolo la pace nel nostro Paese". La giunta d'intesa social-comunista di Castelnuovo andò giù ancora più pesante, in un manifesto affisso nei paesi garfagnini si faceva riferimento ai fatti di sangue avvenuti in quel periodo in Italia i quali venivano attribuiti "a sicari
prezzolati asserviti alle forze retrivie del capitale industriale e agrario
", accusando poi il governo democristiano di "parteggiare per gli oppressori del popolo". Venne infine il giorno di queste attese elezioni, elezioni che decretarono la provincia di Lucca come "un'isola bianca" in un mare rosso, proprio perchè terra in netta controtendenza al resto della Toscana che si affermò come uno dei capisaldi del Partito Comunista. I risultati a livello provinciale stabilirono un nettissimo successo della Democrazia Cristiana: 61,2% alla Camera e 61,7% al Senato. In Garfagnana l'affluenza alle urne fu dell'89%, ma altri numeri erano ancor più clamorosi. I democristiani sbaragliarono il campo: 74,1% alla Camera e 78,2% al Senato. I comuni più "bianchi" risulteranno Villa Collemandina (85,9% alla Camera),e Giuncugnano che segnava un 91,6% al Senato). Dove la sinistra si difese fu nei comuni di Gallicano, Pieve Fosciana e Vagli (percentuali intorno al 20%). D'altra parte lo spirito conservatore garfagnino si manifestò già due prima, nel 1946, nel referendum fra monarchia e repubblica, dove la monarchia stessa surclassò la repubblica ottenendo un'ottimo risultato (il 61,5%). Ma in quel 1948 ci fu un'altro risultato che confermò questo spirito tradizionalista e difatti saltò subito agli occhi di tutti: il Movimento Sociale Italiano(
partito nato dalle ceneri del fascismo), pur con un risultato contenuto (il 4,2%), ottenne in zona maggior consenso che da altre parti, dove si attestava intorno al 2%), a San Romano conquistò addirittura un clamoroso 21,1% alla Camera (un 6% a Camporgiano e un 6,7% a Trassilico, che al tempo faceva comune).
Insomma, così andarono le cose e nonostante tutte le invettive, gli alterchi e le dispute che avevano avvelenato il cuore della gente di Garfagnana a riportare tutti con i piedi per terra e con il cuore in pace ci pensò il poeta di Castiglione Giovan Battista Santini, che in vernacolo (perchè così tutti la capissero) scrisse una poesia e in un verso profetico così disse: "Se ci fai caso, vederai che questo lo promettono avanti l'elezioni; ma doppo che votando, hai fatto 'l gesto ditto sovran, di nominà i mangioni, abbadà di stà 'n guardia e d'esse lesto, sennò ti pijn a calci ni cojoni" ***


***Traduzione:

"Se ci fai caso, vedrai che molto prometteranno prima delle elezioni, ma dopo che avrai votato e hai fatto il gesto sovrano (votare) di nominare tutti quei mangioni, vai attenzione, stai in guardia, sennò ti prendono a calci nelle palle" 

Bibliografia:

"La Terra Promessa" Oscar Guidi edito Unione dei Comuni della Garfagnana, Banca dell'Identità e della Memoria anno 2017 (pp 146)

Per i risultati completi delle elezioni del 1948 consultare https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=C&dtel=18/04/1948&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S 

mercoledì 25 ottobre 2017

"W la Garfagnana, W il re". Quello che accadde prima, durante e dopo le elezioni di quel fatidico 2 giugno 1946

Che brutta "bestia"! Molti dicono che è un male necessario, altri
La scheda elettorale del 1946
dicono che senza si potrebbe vivere meglio, alcuni la dividono in due categorie: in quelli che la fanno e in quelli che ne approfittano. Personalmente mi piacque molto la definizione che ne dette Ronald Reagan, il 40o presidente degli Stati Uniti d'America, che così disse:- La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomigli molto alla prima-. Già, la politica, un argomento delicato, difficile da affrontare e pericoloso da trattare, ma prendiamone atto e approfondiamo la questione, d'altronde con la politica ci si vive tutti i giorni e poi i fatti  narrati risalgono a una Garfagnana di settantuno anni fa e alle elezioni, referendum compreso, più importanti della nostra Italia repubblicana. Si, infatti correva l'anno 1946, l'Italia era uscita da oltre vent'anni di dittatura e finalmente si poteva esprimere liberamente al voto. La Garfagnana (o meglio buona parte di essa) affrontò le votazioni prima di tutti con le elezioni amministrative del 10 marzo 1946, i comuni di Careggine, Castelnuovo, Castiglione, Gallicano, Giuncugnano, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, Sillano, Trassilico, Vergemoli e Villa Collemandina scelsero il loro primo sindaco post-guerra e finalmente, cosa da non dimenticare, per la
Per la prima volta le donne al voto
prima volta le donne garfagnine andarono a votare (leggi un mio articolo sull'evento: http://paolomarzi.blogspot.it/la-prima-volta-al-voto-delle-donne.html). Arrivò poi lo storico 2 giugno 1946 e le elezioni politiche che determinarono l'Assemblea Costituente a cui sarebbe stato dato il mandato di redigere la nostra Costituzione, in contemporanea attraverso un referendum si doveva scegliere fra la Monarchia o la Repubblica. I risultati di ciò nella nostra valle da un certo punto di vista furono clamorosi, ma analizzando bene furono in tendenza con quello che era la nostra tradizione, la nostra cultura e il nostro modo di vivere. Certo, quello che si sarebbe presentato davanti alla nuova dirigenza politica locale e nazionale non era un compito sicuramente facile, anzi, la guerra aveva distrutto le case e il morale delle persone, e c'era da ricominciare proprio da lì, a dare nuove speranze, ad aver nuovamente fiducia nella vita e nella politica, ma in Garfagnana il quadro della situazione prima di quelle elezioni non era certo idilliaco: morti da piangere, odi personali e tra fazioni che impiegheranno anni per sopirsi, processi da celebrarsi per le violenze subite, ponti, strade e ferrovia da ricostruire, bombe e mine da rimuovere. La situazione nelle valle
Castelnuovo Garfagnana bombardata
era talmente grave che furono istituiti comitati "Pro Garfagnana" per la raccolta di fondi a sostegno della ricostruzione, ma già nel settembre 1945 a soli cinque mesi dalla fine della guerra e nello stile della più classica delle  storielle all'italiana ci si domandava dove fossero finiti quei soldi. Da un punto di vista occupazionale forse la situazione era anche peggiore, nel gennaio 1946 i reduci di guerra e i disoccupati minacciavano l'occupazione della "Metallurgica" di Fornaci di Barga se entro breve tempo non fossero stati riassunti a pieno titolo, dall'altro canto l'azienda invece continuava a licenziare costretta a riconvertire la sua produzione da bellica in civile, la "Valserchio" (n.d.r:fabbrica tessile) a Castelnuovo dava lavoro a trecento
La "Valserchio" bombardata
operai, adesso era completamente distrutta, l'estrazione del marmo fonte di reddito vitale per l'Alta Garfagnana versava ormai da anni in una profonda crisi, ma non solo, i disoccupati di Molazzana passarono alle vie di fatto occupando il comune e accusando gli amministratori di scarso impegno nei loro confronti. Di  fronte a tutto questo c'erano gli "sciacalli" che approfittando della crisi occupazionale vendevano merce di prima necessita al mercato nero a prezzi altissimi, la grave recessione sfociò in una grande manifestazione di piazza dove si chiedeva che i salari fossero adeguati ai prezzi esorbitanti. Anche l'ordine pubblico non si riusciva a domare, molti garfagnini nonostante la fine della guerra nelle loro cantine conservavano armi degli eserciti in ritirata, praticamente la Garfagnana era ancora un arsenale a cielo aperto. Il colonnello americano Hamilton (commissario provinciale alleato)emise diversi bandi in cui ordinava di consegnare le armi e di cessare anche gli atti di violenza, vendette politiche trasversali si stavano infatti consumando in tutta la valle e per di più in tutto questo caos generale trovò terreno fertile anche la delinquenza comune che rapinava i denari a persone comuni (ma sopratutto ai commercianti). Malgrado tutto, un barlume di speranza affiorava e le buone notizie cominciarono ad arrivare, il governo centrale esentò per due anni la Garfagnana dal pagamento delle tasse, la voglia di vivere cominciava a fare capolino e le richieste per aprire sale da ballo furono numerose, riaprirono anche i cinema, le fiere paesane(seppur a ritmo ridotto)ripresero vita, rinasceva così anche l'associazionismo: le Misericordie, i circoli culturali, le pro loco
Gallicano: macerie sullo sfondo,
 ma la vita riprende
e rinacquero anche i partiti, vecchi e nuovi e la vita politica riprese forza e vigore. A Castelnuovo nel settembre '45 si tenne il primo congresso locale del Partito Comunista, idem a San Romano dove la sezione contava già più di cento iscritti, altri partiti come il Partito d'Azione, il Partito Socialista e la Democrazia Cristiana cominciavano ad "affilare le armi" per la tornata elettorale che sarebbe avvenuta di lì a poco tempo. Ci furono così i primi comizi politici nella valle, personalità che sarebbero diventate di spicco nel panorama nazionale visitarono la Garfagnana, su tutti il futuro Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi (democristiano). Insomma, questa era la situazione generale della Garfagnana, questi erano i gravi problemi che dovevano risolvere i nuovi amministratori e in quel 10 marzo 1946 i primi risultati delle prime elezioni (amministrative) libere parlavano già chiaro:

(***i numeri sotto riportati fanno riferimento ai seggi conquistati)

                      Iscritti    % voto    D.C    Blocco Sinistre    Indip    Indi

Careggine:      945          76          /                  /                   12            3

Castelnuovo   3998         65        16                4                    /              /

Castiglione     2135         59        16                4                     /              /

Gallicano        2908         78        16                4                     /              /    

Giuncugnano                                4                                       4             3

Piazza. S         1787         70       12                3                     /              /

Pieve Fosc.                                   3                12                   /              /

Sillano                                           6                  /                    9             /

Trassilico       1152          89           /                  /                   12            3

Vergemoli       948           81           3                 /                   12             /

Villa Coll.       1293          75          12                3                    /              /


La Democrazia Cristiana mise così il suo suggello nella Valle del Serchio, un suggello che durerà per quasi mezzo secolo, ed effettivamente analizzando quello
storico voto vediamo che i comuni dei centri più importanti della Garfagnana erano in mano al partito scudo-crociato: Castelnuovo, Gallicano, Castiglione e Piazza al Serchio. Il blocco delle sinistre si affermava in un solo comune: Pieve Fosciana, probabilmente quell'antico nucleo locale comunista, stroncato violentemente dalla forze nazi-fasciste non era morto, anzi nel tempo aveva continuato a vivere in clandestinità facendo proseliti fra gli abitanti del posto. Il dato più interessante viene dai cosiddetti Indipendenti, dei populisti ante-litteram che avevano una visione della politica molto vicina alle idee delle persone, infatti non avevano fiducia nei partiti e nella politica in generale, il loro pensiero sostanzialmente diceva che un comune per essere ben amministrato non occorre che sia comunista, socialista, repubblicano o cattolico, un buon comune ha bisogno di buoni amministratori, tutti quegli amministratori che sono legati ad una idea politica sono di parte e non farebbero il bene della gente. Queste idee portarono gli Indipendenti a conquistare ben cinque comuni (così come la D.C): Careggine, Giuncugnano, Trassilico, Vergemoli e Sillano, proprio in quei comuni dove la lotta partigiana era di casa, questo lascia pensare che nonostante tutto quelle lotte e quelle idee partigiane  non siano state comprese dalla gente, oppure questa riluttanza era dovuta a una mentalità conservatrice tipica della Garfagnana dell'epoca.
La riconferma di questa mentalità si riebbe clamorosamente due mesi più tardi quando ci furono le elezioni per la Costituente e il referendum Monarchia o Repubblica. I dati sul referendum sono impressionanti:     
                   REPUBBLICA     MONARCHIA
                  
                                             
Camporgiano           40,8          59,2
Careggine             29,7          71,3
Castelnuovo           46,6          53,4
Castiglione           24,1          75,9
Fosciandora           13,7          84,3
Gallicano             53,5          46,5
Giuncugnano           19,5          81,5
Minucciano            37,0          63,0
Molazzana             28,4          71,6
Piazza al Serchio     45,9          54,1
San Romano            48,0          52,0
Pieve Fosciana        48,1          51,9
Sillano               46,9          53,1
Vagli                 48,3          51,7
Vergemoli             31,3          68,7
Villa Collemandina    20,4          79,6

(*i numeri sono espressi in percentuale: Garfagnana monarchica con il totale del 61,5%)

La Garfagnana al grido di "W il re" risultava irremovibilmente
monarchica, un solo comune, Gallicano, era repubblicano, ma il resto della comunità confermava Umberto II Re d'Italia. Fanno sensazione i numeri di comuni come Fosciandora che con l'84,3% dei voti si affermava come il comune più monarchico della Garfagnana a ruota seguivano con percentuali altissime Giuncugnano, Villa Collemandina, Vergemoli, Castiglione e Careggine. La provincia di Lucca risultava invece repubblicana con il 57,7%, così come il resto d'Italia con il 54%. I dati garfagnini facevano profondamente riflettere, in sintesi premiavano quella monarchia che aveva consegnato il potere a Mussolini e che aveva portato alla guerra civile. D'un tratto la guerra vissuta sulla propria pelle, le lotte partigiane, i lutti e le macerie sembravano che non avessero sortito nessun effetto sulla loro coscienza, prevaleva quindi  l'indole conservatrice, la nostra paura atavica della novità e il timore di lasciare la strada vecchia per quella nuova. Questo conservatorismo si riflesse anche sull'elezione dell'assemblea Costituente, le radici fortemente cattoliche della Valle del Serchio e l'influenza dei preti sulle persone premiarono la Democrazia Cristiana con percentuali totali addirittura più alte che di quelle referendarie pro monarchia; con il 66% dei voti la D.C surclassava tutti gli altri partiti che si dovettero accontentare delle briciole, P.C.I e P.S.I ottennero insieme il 24%. Dopo cinquant'anni la Garfagnana aveva però un suo rappresentante parlamentare,l'onorevole Loris Biagioni(D.C). Quello che accadde dopo queste votazioni fa parte di tutto quel bagaglio politico tipicamente italico che ormai conosciamo tutti bene. Coloro che durante la guerra avevano compromesso fortemente il loro passato, senza vergogna alcuna fecero ben presto a salire sul carro del vincitore, emblematico fu quell'episodio che riportò al tempo  sulle proprie pagine "La Gazzetta del Serchio" e che accadde al già citato colonnello Hamilton, quando in
Il re Umberto II lascia
l'Italia dopo i risultati
del referendum
una delle sue visite in Garfagnana si fermò a Camporgiano, tutte le autorità comunali accolsero l'importante ospite, fra queste autorità: "...c'era un fascistone conosciuto in tutta la provincia per le altissime cariche ricoperte nell'ex partito nazionale fascista, tra cui marcia su Roma, fascia littorio, membro federale, fondatore dei fasci in Garfagnana. Ecco, allora vorremmo sapere chi sono i componenti di questo comune per non conoscere l'attività deleteria del dottor XYZ, svolta in venti anni di regime fascista. Forse questi signori vivono in un altro mondo? Conoscevano per fama la sfacciataggine di questo gerarca, ma non fino a questo punto...". Di questo clima se ne accorsero di più e meglio coloro che tornarono dai campi di prigionia e che avevano subito angherie inverosimili da questi aguzzini, il loro sbigottimento era totale: "Le cose continuavano come prima, chi aveva collaborato con il nemico continuava imperterrito nel proprio lavoro avendo cambiato solo casacca" .

Così la Garfagnana e l'Italia entravano nell'era repubblicana.


Bibliografia


  • "Dal fascismo alla resistenza. La Garfagnana fra le due guerre mondiali" di Oscar Guidi. Banca dell'identità e della memoria . Anno 2004