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giovedì 27 febbraio 2020

Il mistero dei "bagni di Torrite". La loro storia e l'enigmatico arcano della nascita

Erano una vera e propria goduria... i romani frequentavano le terme


per lavarsi e per rilassarsi, queste furono un vero e proprio centro di socializzazione, di divertimento e anche di sviluppo di attività. Il loro incremento ci fu verso il II secolo a.C e con il passar dei tempi diventò uno dei principali luoghi di ritrovo, dal momento che la loro entrata era libera e potevano essere frequentate da persone di qualsiasi ceto sociale. I "balneum" pubblici furono talmente amati che gli imperatori che si succedevano facevano a gara a superare i propri predecessori nel costruire terme più grandi e più belle. Tanto per rendere chiara l'idea, all'interno di esse si potevano trovare centri sportivi, piccoli teatri, locande, ristoranti e saloni per feste, insomma una struttura antesignana delle attuali e modernissime Spa. Anche la tanto rinomata ingegneria romana qui trovava la sua esaltazione, difatti le acque venivano scaldate da un'ingegnoso impianto idraulico, giacchè il calore veniva prodotto nel "praefornium", un forno dal quale l'aria calda si diffondeva nelle camere d'aria lasciate sotto i pavimenti
rialzati (detti "ipocausti"), o si diramava attraverso un reticolo di tubi in terracotta ("i tubuli") nascosti lungo le pareti.  Esistevano poi, come nell'argomento di cui ci interesseremo, impianti termali nati da sorgenti naturali di acque calde. In ogni suo dove Roma cercava sempre di individuare eventuali sorgenti naturali: nei villaggi, negli scali marittimi e perfino nelle vicinanze dei castra, così, forse, potrebbe essere avvenuta l'eventuale scoperta dei "Bagni di Torrite". I vecchi abitanti del paese di Torrite li hanno sempre chiamati così: "i bagni romani", quella zona posta tra il mulino del Campatello e la centrale Enel, dove da tempo immemore sgorgavano abbondanti acque calde. Cominciamo subito con il dire che la loro origine romana non è suffragata da nessun documento, esistono solamente alcune ipotesi che potrebbero lasciare qualche sospetto, ad esempio la loro ubicazione. Alcuni studiosi infatti vedono nel termalismo un'impulso alla viabilità, i romani nel costruire le loro strade tenevano (anche) conto di poter sfruttare eventuali sorgenti termali presenti nelle vicinanze, infatti la funzione dei "balneum" era quella di far riposare i viandanti in godevolissime vasche di acqua calda dopo le dure
fatiche del viaggio. Anche per questo motivo tali studiosi vedono un filo conduttore nelle sorgenti termali di Bagni di Lucca, Gallicano, Torrite e Pieve Fosciana, queste terme farebbero parte di un tracciato viario prestabilito e di un servizio nato sopratutto per
Torrite
quei  mercanti che provenivano dal nord Italia e che volevano raggiungere Lucca per i loro affari. Un'altra prova a favore dell'ipotetica genesi romana fu il rinvenimento da parte degli archeologi di quello che i romani chiamavano "opus signinum", ovverosia il cocciopesto, il materiale fu rinvenuto sulle pareti laterali di una grande vasca, 
anche questo rinvenimento però dava  possibilità a svariate supposizioni e a nessuna sicurezza, dato che il cocciopesto fu usato anche in epoca più tarda. Allora visti tutti questi dubbi, a quale epoca risalirebbero queste benedette terme? Domenico Pacchi, esimio storico garfagnino così scriveva nel 1785:"Lontano da Castelnovo un miglio lungo il fiume Torrita è situato il Villaggio chiamato Torrite, o Torriti, che prende il nome dal fiume istesso. Dugento passi, o poco più distante da questo villaggio, alla riva del suddetto fiume si vedono i diroccati avanzi degli antichi Bagni. Benchè al dì d'oggi corra voce che siano stati fatti fabbricare dalla contessa Matilde, non v'è peraltro fondamento alcuno, su cui possa appoggiare simil credenza" e in effetti il Pacchi aveva ragione da vendere, neanche per Matilde di Canossa esiste la
Matilde di Canossa
certezza documentale che abbia dato mandato di edificazione e quindi nemmeno a lei possiamo dare il merito di questo.
Comunque sia, a dimostrazione della loro importanza, furono molti gli studiosi che s'interessarono a questo sito e a conferma di questo anche lo scienziato Antonio Vallisneri scriveva in una lettera di queste terme e anche all'epoca (1707) parlava già di "antichissime terme". Fra l'altro pure lui denunciava il loro stato d'abbandono e se da una parte lodava "la diligenza degli antichi", dall'altra (visto il deprecabile sconquasso che gli si mostrava davanti) criticava "la negligenza dei moderni", lamentando poi che una vasca di quei bagni termali "di bella struttura" sarebbe stata piena di sassi "con degli avanzi di una casa caduta", mentre miserevolmente le acque termali "trapelando per altra via si univano a quelle del vicino fiume". L'altro bagno caldo era invece conservato in maniera accettabile, così scriveva ancora il Vallisneri, i suoi  sedili di marmo erano ancora presenti, come era intatta la sua volta di mattoni. Nelle immediate vicinanze, sottolineava lo scienziato, scorrevano ancora da due rubinetti, due acquedotti, uno versava acqua caldissima e uno acqua limpida e freschissima.
Dei cadenti resti del bagno, nel 1600 ne parlò anche un' eminente
bagni romani di Bormio
storico garfagnino, Sigismondo Bertacchi, che lanciò pesanti accuse e amare colpe ai confinanti fiorentini e lucchesi, la distruzione delle terme di Torrite fu causa loro, l'invidia fu il motivo trainante di tale misfatto: 
"Vi sono le vestigie d’un bagno d’acqua calda, che per memorie di vecchi era tenuto celebre, che si dice, che per l’invidia fosse guasto da’ Fiorentini, o Lucchesi, quando presero la Garfagnana, perché gli levava tutto il concorso dalli loro", niente però fu mai provato.
Visto allora tutto questo disfacimento, come potrebbe essere stata la loro struttura e composizione? Partiamo parlando delle acque. A quanto pare quest'acqua raggiungeva i 34 gradi e in realtà le sorgenti sarebbero state ben tre: due calde e una fredda, così come tre sarebbero state le stanze, divise per reparti, con distinzione fra uomini e donne. 
Rimane il fatto, tanto per dare dati finalmente certi, che il primo documento che parla dei bagni di Torrite è un atto notarile datato 1525. Fra gli altri dati sicuri ci fu pure la visita del Duca d'Este Alfonso II, era il 1580 e così l'accademico Vandelli ci
Alfonso II d'Este
raccontava:"...
dove rilevò le qualità delle acque termali di Turrita, e trasferitovisi in persona vi riconobbe i cisternini, ed i vestigj d’antiche non meno, che vaghe fabbriche; e quantunque con animo generoso vi spendesse molte migliaja di scudi per ristabilire, ed assicurare i bagni dalla mescolanza delle acque della Turrita...". Il duca generosamente donò migliaia di scudi per ristrutturare e restaurare i bagni e dargli quindi nuova linfa. 
Quello che fece il duca probabilmente più nessuno lo fece, un colpo di grazia mortale alle già presenti rovine lo dette il terremoto del 1747, che portò tutto allo sfacelo totale. In tempi moderni le terme si resero nuovamente utili, ma non per fare refrigeranti bagni, stavolta furono usate durante la seconda guerra mondiale come rifugio antiaereo. Poco dopo, nell'immediato dopoguerra, Enel iniziò i lavori sotterranei per realizzare la nuova centrale... la sorgente delle acque termali sparì così per sempre...


Bibliografia:

  • "Descrizione Istorica della provincia di Garfagnana" Sigismodo Bertacchi, a cura del Centro studio Carfaniana Antiqua Lucca 1973
  • Domenico Vandelli 1724 "Carta del modenese"
  • Domenico Pacchi "Ricerche istoriche  sulla provincia della Garfagnana" 1785
  • "Le origine dei bagni di Torrite" di Andrea Giannasi, "Lo Schermo" giugno 2013

mercoledì 20 gennaio 2016

Una First Lady degli Stati Uniti d'America sepolta nella Valle del Serchio.La sua tormenta storia e il suo amore lesbo

La cartolina ufficiale di
Rose Cleveland
First Lady d'America
"Le vie del Signore sono ampie ed infinite",a conferma di questo come si può spiegare che una First Lady degli Stati Uniti d'America sia sepolta proprio nella Valle del Serchio? Ebbene è proprio così, è una storia quasi sconosciuta e come tale è giusto riportare a galla i fatti e ricollocare tutto al suo posto. Lei è Rose Elizabeth Cleveland più semplicemente conosciuta come miss "Libby", nata a Fayetterville,New York, il 14 giugno 1846 e morta il 22 novembre 1918 a Bagni di Lucca e lì sepolta. La sua è una storia controversa,irriverente,era una donna al passo con i tempi e forse anche di più,una donna letterata,sapiente e che probabilmente raggiunse la Valle del Serchio per vivere in pace il suo amore lesbo. Ma andiamo per ordine e incominciamo a raccontare la sua vita nel dire come assunse il ruolo di First Lady. Rose era la sorella di Grover Cleveland il 22°e il 24° presidente degli Stati Uniti d'America(unico nella storia U.S.A ad essere eletto per due mandati non consecutivi). Il democratico Cleveland fu eletto per la prima volta nel 1885 e sedette nella stanza ovale da uomo celibe e da protocollo l'incarico di prima donna spettò alla sorella Rose.Il tutto cominciò però molti anni prima nel 1853 quando la famiglia Cleveland si trasferì in Olanda dove il padre Richard faceva il pastore della chiesa presbiteriana. Sfortuna volle che lo stesso anno morì. Dopo pochi anni i due fratelli Grover e Rose decisero di ritornare negli Stati Uniti lasciando la madre in Olanda. Grover abbandonò gli studi e andò ad insegnare comunque in una scuola per ciechi, mentre la piccola Rose fu indirizzata alla Houghton School di Clinton (New York),dove poi divenne anche insegnante.La ragazzina crebbe in mezzo alla cultura,girovagò molte scuole americane come professoressa, dapprima in un collegio a Lafayette (Indiana), poi a Muncy in Pennsylvania in una scuola femminile, era ricordata da tutti come una donna
Il presidente USA
Grover Cleveland
anticonformista, dalla forte personalità e indipendenza.Ma nel 1880 ci fu la prima 
(di una lunga serie) grande svolta della sua vita.La madre in Olanda non stava bene,così Libby dovette nuovamente raggiungere i Paesi Bassi per prendersi cura di mamma Ann e cominciò di fatto una nuova vita insegnando letteratura in una scuola domenicana.Nel 1882 morì anche la madre, ma ormai la sua esistenza era li, in Europa, la culla della civiltà e della cultura.Scorreva le sue giornate nella lettura di autori greci e latini in una fattoria di proprietà, dimenticata dal resto mondo fino a quando il 4 marzo del 1885 Grover Cleveland fu eletto presidente della nazione più potente del mondo. Rose fu richiamata immediatamente negli States per assumere ufficialmente il ruolo di First Lady,dato che il fratello non era sposato. Un incarico questo è bene capire oggi come allora tutt'altro che di facciata, un incarico non ufficiale ma rilevante, "la padrona di casa" della White House è infatti responsabile di tutti gli eventi sociali presidenziali, ha sempre assunto un effetto dirompente sulla popolarità del presidente,assumendo difatti un ruolo di primo piano nell'opinione pubblica divenendo così una delle donne più importanti del mondo. Ma Libby come si sarebbe trovata in questo ruolo? Si sarebbe subito fatta notare al secondo ricevimento ufficiale alla Casa Bianca. Il New York Times all'epoca riportava:
"...la signorina Cleveland indossava un abito di raso nero,tutto contornato di pizzo spagnolo,il corpetto di raso nero aveva le maniche corte, il pizzo trasparente rivelava le spalle".
Rose Cleveland in un abito
non troppo consono per l'epoca

Insomma fu un grande scandalo nei rigidi schemi di un età vittoriana. Rose non si sentiva a suo agio nella mondanità di Washington, si diceva appunto che:
"Rose Cleveland è un intellettuale più interessata a perseguire gli sforzi accademici rispetto che all'intrattenere mogli di politici o dignitari stranieri".
Esisteva anche il rovescio della medaglia ed è giusto dire che non furono pochi i vantaggi che Rose potè fare suoi, pubblicò così due libri che le fruttarono molti soldi e dette sfogo alla sua passione per il teatro,non mancando mai a nessuna prima.Ma c'era poco da fare la sua vita non era quella,l'amore per suo fratello era molto, tanto da sopportare comunque i rigidi protocolli puritani del tempo.L'amore di Grover però non era soltanto per lei,quando dopo solo quattordici mesi di presidenza il 2 giugno 1886 decise di convolare a giuste nozze con Frances Folsom, quella che anche oggi è considerata la First Lady più giovane di sempre, aveva solo 21 anni.Per Libby fu la fine di una specie di tortura, sarebbe tornata a vivere come a lei piaceva, stavolta non si sarebbe fermata davanti a niente e a nessuno e così fu. La vita dunque continuava e Rose si
Frances Folsom, moglie
 del presidente Cleveland
la più giovane First Lady
di sempre: 21 anni
trasferì a Chicago dove teneva conferenze e dove cominciò a lavorare come redattore in una rivista letteraria,lo stipendio non era un granchè ma i ricavi dei suoi libri gli permettevano di vivere agiatamente,tanto da comprarsi una villetta nella soleggiata Florida e fu li che cominciò a 43 anni la sua storia d'amore.Fuori ormai da ogni pressione della stampa (così credeva) si sentiva libera e iniziò la sua relazione lesbica con Evangeline Simpson una ventiseienne già vedova di un ricchissimo industriale. Naturalmente non poteva che essere una storia tormentata,è difficile vivere la propria omosessualità oggi,figuriamoci alla fine del 1800.Ci furono vari tentativi di fare vita insieme, la loro relazione era osteggiata in ogni dove e andava avanti fra alti e bassi,tanto che ci fu la clamorosa decisione di Evangeline di risposarsi e sposò il settantaquattrenne Henry Whipple vescovo episcopale del Minnessota, nella speranza di mettere a tacere ogni voce e maldicenza, ma il rapporto epistolare fra le due donne continuava più appassionato che mai, cosi scriveva Rose:

"Oh Eva tremo al pensiero di te...Dolce,dolce,non oso pensare quando un giorno ritornerò fra le tue braccia..."
e il momento di ritornare fra le sue braccia ci fu nel 1901,quando il vescovo Whipple (marito di Eva) passò a miglior vita. A quel punto le due amanti erano decise più che mai,volevano vivere in pieno il loro amore, ma non negli Stati Uniti dove sarebbero stati sulla bocca di tutti. Ed è così, a questo punto che entra in scena la Valle del Serchio e Bagni di Lucca. Bagni di Lucca nel XIX secolo era chiamata "Terra di principi e poeti", presso le sue terme(che erano fra le più importanti in Europa)si curavano personalità del calibro di Da Montagne,Byron,Shelley,Heine, Lamartine, quindi quale miglior luogo dove vivere? Un posto ideale nella lontana Italia, una località nascosta fra le montagne,nonostante questo considerata fra quelle più alla moda di quel tempo,frequentata da personalità e gente di cultura, per di più di lingua inglese e fu così che nel 1910 a bordo di una nave della Cunard Line arrivarono in Italia.Dapprima le due donne si stabilirono al Hotel Continentale di Bagni di Lucca e poi
Le due innamorate: Rose Cleveland a sinistra
ed Eva Simpson Whipple a destra
acquistarono una villa in paese. Furono anni bellissimi e raggianti quelli vissuti nella nostra valle da Rose e da Eva, poterono vivere insieme senza problemi, ed anzi si prodigarono molto per la comunità, nel primo conflitto mondiale dopo la disfatta di Caporetto a Bagni di Lucca fu inviato un ingente numero di profughi, le due donne a sue spese misero su un collegio che accolse più di cento ragazzi,inoltre non mancava mai l'aiuto per tutte quelle famiglie che avevano i propri cari al fronte.Ma tutte le belle storie sono destinate a finire e così un triste 22 novembre 1918 Eva, dalle pagine del quotidiano "La Nazione" così annunciava:

"Evangeline Whipple, coll'animo straziato dal dolore annunzia la morte della Miss Rosa.E.Cleveland, sorella dell'ex presidente degli S.U.A (n.d.r:al tempo si usava l'acronimo italiano S.U.A,Stati Uniti d'America e non l'anglofono U.S.A), avvenuta dopo breve e violento morbo il 22 corr.a ore 22. L'adorata salma sarà tumulata nel cimitero anglicano di Bagni di Lucca".
Libby morì a 72 anni di febbre spagnola,l'epidemia che costò sei milioni di morti in tutta Europa.Eva continuò la sua vita a Bagni di Lucca a cui dedicò anche un libro: "A famous corner of Tuscany"(Un
Le tombe gemelle di Rose ed Eva
nel cimitero anglicano
 di Bagni di Lucca
famoso angolo di Toscana),ma i suoi pensieri e i suoi ricordi erano sempre rivolti alla sua amata Rose e alla loro storia d'amore. Eva si unì per sempre a Rose nel 1930 e trovò posto accanto alla sua amata come previsto dal testamento. Oggi le tombe gemelle di Rose ed Eva dominano la collinetta del cimitero inglese della cittadina termale.

Nonostante lo stato di First Lady d'America di Rose, nessuno, né parenti,né conoscenti richiese mai la sua salma di quella che per molti fu una donna scomoda, ma che riuscì nella nostra valle a vivere in pieno la sua libertà.                              
         


venerdì 7 novembre 2014

Le terme di Pieve Fosciana.Croce e delizia.Ecco la loro "fantascientifica"e incredibile storia...

Sorgente Lago Prà di Lama
(foto Route 324)
Altro che terme di Montecatini!!! Le acque termali le abbiamo anche in Garfagnana! Le abbiamo a due passi da casa, ma la differenza sta in una cosa, le nostre acque direi che sono un po' troppo  "vivaci" e quindi difficili da sfruttare, ma i benefici sono conclamati e comunque sia si trovano a Prà di Lama a due passi dal centro abitato di Pieve Fosciana per la strada che porta al Sillico. Appena arrivati a prima vista ci appare subito un piccolo e ameno laghetto dove nuotano tranquille e pacifiche oche e anatre. Il lago è di origine termale (per accorgersene basta toccare l'acqua calda che esce dal tubo che alimenta lo specchio d'acqua)e non è alimentato solamente da questa sorgente ma da diverse, alcune delle quali addirittura subacquee. Ma in realtà c'è dell'altro...Il colpo d'occhio quindi ci dice che è tutto normale, ma...
La nascita del lago di Prà di Lama è recentissima, nel 1826 al posto del lago c'era un bel prato verde, dove al centro vi era una copiosa sorgente termale, ci fu costruita una capanna,una casupola dove gli avventori facevano bagni ed abluzioni già a scopo terapeutico.Nel giro di pochi mesi la situazione mutò clamorosamente,la capanna venne inghiottita dal terreno ed il suolo sprofondò lasciando il posto ad uno specchio d'acqua non troppo grande.Ma non finì qui.Due anni dopo nel 1828, il 15 agosto un forte boato fece sussultare gli abitanti di Pieve
Vecchia foto di Prà di Lama
 delle Terme alla Pieve.Foto
fornita dall'amico Damiano Giuntini

Fosciana e delle zone limitrofe, alla base di una collina  si sollevò una gran quantità d'acqua fangosa, malsana e fetida, a quanto pare questi miasmi si liberarono nell'aria provocando una grave epidemia che arrivò a colpire i due terzi della popolazione locale facendo
così aumentare fortemente il tasso di mortalità. In quell'occasione il lago si ampliò e arrivò a misurare quaranta metri di circonferenza e undici di profondità.La cosa ormai aveva preso i contorni del dramma e la situazione si faceva davvero preoccupante,erano finiti i tempi dei bagni salutari,la situazione andava affrontata.Nel 1842 il lago da come era "miracolosamente" comparso improvvisamente scomparì quasi del tutto per poi nell'anno successivo (1843)un nuovo movimento del terreno provocò la nascita di altre dieci sorgenti che ingrandirono nuovamente il lago, tant'è che il Serchio a quanto pare fu colorato del suo fango per 25 chilomentri e così come successe quindici anni prima nella zona crebbero a dismisura le malattie e le morti misteriose. Gli anni passavano la cosa si normalizzò ed un secolo dopo, alla fine della II seconda guerra mondiale il lago si era ridotto a poco più che a uno stagno.Gli abitanti contavano per sempre di chiudere i conti con il "maledetto" lago e speravano di "bonificarlo" riempiendolo di macerie e rifiuti.Ma non è così che si ferma Madre Natura.La Natura non si lascia domare tanto facilmente, nuove "eruzioni" ricrearono il lago, sempre più grande.Negli anni a venire la cosa si calmò nuovamente, furono così create strutture di accoglienza per sfruttare i benefici dell'acqua, furono costruite vasche prima di pietra e poi di granito, spogliatoi, insomma tutto il necessario per delle vere e proprie terme.Gli affari andavano benone,le strutture erano sempre 
Lago termale di Prà di Lama
(foto di Aldo Innocenti)
occupate, sopratutto nei fine settimana.Tutto bello fino agli inizi degli anni '70 del '900, quando un giorno il lago si risvegliò ingoiando piante alte più di 10 metri,la distruzione continuò, il lago si "mangiò" anche buona parte degli edifici adibiti a bagno termale (oggi non vi è traccia alcuna di essi).Arriviamo poi ai giorni nostri e questa è cronaca recente.Nel marzo 1996 il lago ha subito ancora un repentino abbassamento di due metri, mentre l'anno scorso sono apparsi dei cosiddetti "vulcanelli" riconducibili forse all'attività sismica che colpì tutta la Garfagnana,tant'è che l'I.N.G.V( Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) venne a fare sopralluoghi e a monitorare la situazione.Nel frattempo illustri studiosi hanno accertato ancora una volta le ottime qualità terapeutiche delle acque sulfureo - radioattive della sorgente di Prà di Lama.

Quello che c'è di bello però è che da almeno 150 anni non si sente più parlare di epidemie e di morti misteriose, anche se è molto probabile che tali morti la suggestione popolare le abbia legate ed ingigantite agli eventi bizzarri del lago. Vorrei chiudere con una morale che mi sembra calzi a pennello per queste terme. Robert Ingersoll politico  e studioso americano un giorno affermò: - In natura non ci sono ricompense o punizioni: ci sono conseguenze-

giovedì 13 marzo 2014

La famiglia ebrea Kienwald di Castelnuovo.Una storia di guerra finita bene.( E il raro filmato degli americani alle terme)


Famiglie ebree deportate
Non sempre tutte le storie di guerra fini
scono male.Certamente guerra non vuol dire felicità e spensieratezza,ma dalla disperazione e dal dolore in certi casi si può anche
miracolosamente uscire.Questa è la storia della famiglia polacca Kienwald che abitava a Castelnuovo Garfagnana.Come!? Mi chiederete voi, Kienwald non è un cognome tipicamente nostrale...e infatti il problema era proprio questo.Allora facciamo chiarezza. Castelnuovo nel periodo che va dal 1941 al 1943 era diventato paese per famiglie ebree internate.Qui queste famigle facevano la loro vita normale se così si può dire, ormai si erano ambientate in tutto e per tutto.Molti avevano un lavoro, i bambini giocavano e scherzavano con gli altri piccoli del luogo, tutto in barba alle mostruose leggi razziali del 1938.Ma i tempi erano oscuri e le prospettive preoccupanti e così in quel terribile clima arrivò anche il 1943 e per tali famiglie venne l'ordine dal comando tedesco che tutte fossero trasportate a Bagni di Lucca nel campo di concentramento locale e da li sarebbe seguita la deportazione nei campi di sterminio. A quel punto alcune famiglie tentarono la fuga e fra queste la famiglia Kienwald (la storia di questa famiglia è raccontata nel bel libro "L'orizzonte chiuso-L'internamento ebraico a Castelnuovo Garfagnana"di Silvia Angelini,Oscar Guidi e Paola Lemmi).La famiglia Kienwald era composta da Oscar Kienwald,dalla moglie Rachele Nadel e dai figli Erwin e Leonard.
L'Alpe di Sant'Antonio in quel periodo
(foto collezione Fioravanti)

 La storia, narrata dallo stesso Leonard (uno dei figli) comincia il 5 dicembre 1943. Quella mattina tutti gli ebrei di Castelnuovo avrebbero dovuto trovarsi presso la caserma dei carabinieri per il previsto trasferimento a Bagni di Lucca. Ma la famiglia Kienwald aveva deciso di sottrarsi a quel destino e a piedi si era diretta verso la valle della Turrite Secca.Giunti al Pizzorno attraversarono il torrente e penetrarono nel bosco risalendo verso l’Alpe di Sant’Antonio. Durante la salita si fece buio e i quattro trovarono rifugio in una capanna. Al mattino successivo giunsero all’Alpe di Sant’Antonio dove, presentandosi come sfollati in qualche modo riuscirono a sistemarsi. Dice Leonard che lui e suo fratello presero a lavorare per dei contadini del posto dietro compenso di generi alimentari sufficienti per sopravvivere. I rapporti con la popolazione erano sostanzialmente buoni (molti degli abitanti del luogo ancora li ricordano) e le condizioni di vita accettabili, per cui i  Kienwald pensavano di poter attendere qui al sicuro la fine della guerra. Ma le cose, purtroppo per loro andarono diversamente. Nella primavera del 1944 i partigiani del Gruppo Valanga si erano insediati proprio in quella zona e verso la fine di agosto avevano ucciso un sottufficiale tedesco che con una pattuglia, era salito fin lassù. La reazione tedesca fu immediata e terribile: il 29 agosto attaccarono i partigiani che si erano attestati sul monte Rovaio(per il caso leggi:http://paolomarzi.blogspot.it/agosto-1944), lo risalirono uccidendone una ventina e mettendo in fuga i sopravvissuti, dopodiche incendiarono tutte le case dei luoghi che avevano ospitato i partigiani. Anche il casolare che ospitava i Kienwald fu incendiato. La situazione era adesso più difficile e i Kienwald, dopo essere sopravvissuti in qualche modo fino a quel momento presero in seria considerazione l’idea di mettersi in salvo oltrepassando il fronte,quasi una missione suicida. Pare che per tale impresa presero contatto col maggiore Oldham comandante della divisione partigiana Lunense.Fatto sta che un mattino(doveva essere il 23 o il 24 di novembre 1944)stufi di aspettare gli eventi i quattro membri della famiglia Kienwald salirono alle Rocchette dove
Vergemoli oggi
trovarono dei partigiani che li riconobbero come ebrei (uno dei partigiani era di Castelnuovo e li aveva conosciuti in passato) e li fu la fortuna con la effe maiuscola,poichè i giorni precedenti alcuni operazioni militari condotte dai partigiani avevano fatto letteralmente breccia nel fronte.Mai breccia fu così provvidenziale, la zona in quel momento era completamente sguarnita di soldati.Quel breve intervallo di tempo fu fatale (in senso positivo) per i Kienwald che poterono con l’aiuto dei partigiani attraversare le linee e scendere fino al paese a Vergemoli già occupato dagli americani...Tutta la famiglia al completo si salvò.Gli americani rifocillarono e fornirono un riparo caldo a tutta la famiglia. Quando la guerra finì la famiglia al gran completo fece ritorno in Polonia dove continuò la sua normale vita consapevole della grande fortuna avuta e il pensiero, come ebbe a dire Leo,era comunque sempre rivolto alle famiglie dilaniate nei campi di morte. A Leo Kienwald lo stato italiano nel 1966 conferì la croce al merito di guerra.

Voglio inoltre aggiungere questo raro video dell'istituto Luce:Bagni di Lucca 5 febbraio 1945.In una Bagni di Lucca liberata ormai da qualche mese i soldati americani della 92a divisione Buffalo chiedono la strada ad una bambina del paese per raggiungere le terme per andare a farsi un bagno ristoratore.La bambina accompagna i soldati e viene ricompensata forse con della cioccolata...Chissà, sarebbe bello pensare che questa bimba un giorno avrà raccontato ai suoi nipoti di quando accompagnò gli americani a farsi un bagno alle terme.