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venerdì 4 aprile 2014

Giuliano Guazzelli: 22 anni fa la mafia uccideva “il mastino”,eroe della nostra terra

Giuliano Guazzelli
Giuliano Guazzelli era un carabiniere, uno di quelli morti per mano della mafia. Gli spararono con la lupara e con i fucili a pallettoni, sfigurandolo.Era un eroe del nostro tempo e della nostra terra.Il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli era nato a Gallicano il 6 aprile del 1933, ci aveva lasciato da giovane nel 1954 per servire lo Stato, mandato nella lontana Sicilia per raggiungere Menfi (Agrigento).Qui si fa la sua vita, si sposa e ha tre figli e viene subito assegnato al nucleo investigativo di Palermo agli ordini del colonnello Giuseppe Russo.Sono gli anni in cui Totò Riina prende il potere su tutta Cosa Nostra, infatti il pool investigativo composto anche da Giuliano comincia da subito ad indagare sul potente clan dei Corleonesi. Indagini pericolose, tanto è vero che di quel pool perdono la vita sia il colonnello Russo che il maresciallo Jevolella, a Giuliano viene bruciata l'auto, segno inequivocabile che la sua sarà una vita al limite fra il vivere e il morire. Viene così trasferito a Trapani e poi chiamato ad Agrigento a guidare la polizia giudiziaria al tribunale . Soprannominato “il mastino” per la sua abilità di investigatore, in venti anni di indagini tra Palermo e Agrigento era diventato un esperto del fenomeno mafioso e dei rapporti mafia,politica e affari . Quel lontano 4 aprile sulla statale 115 direzione Porto Empedocle si stava recando a casa verso le due del pomeriggio in una giornata di sole siciliano con la sua Fiat Ritmo, quando un Fiorino sorpassandolo sul viadotto Morandi spalancò il portellone posteriore... i colpi di kalashnikov riecheggiarono in tutta la valle.”Il mastino” morì così quel maledetto 4 aprile del 1992, erano l'anno delle stragi, di Falcone e Borsellino, di Capaci e di Via D'Amelio e del maresciallo Guazzelli. 
Venne ricordato con queste parole da “Il Giornale di Sicilia”:
“Eliminato ad Agrigento l'uomo che sapeva tutto sulle cosche,era la memoria storica che le combatteva da trent'anni”.
Giuliano era un uomo di cinquantanove anni che aveva già maturato i requisiti per la pensione, ma aveva preferito continuare a servire la Repubblica, .
Giuliano era uno dei migliori e la mafia i migliori li uccide ...


La Fiat Ritmo del Maresciallo Guazzelli crivellata di colpi quel 4 aprile 92


venerdì 28 marzo 2014

"Il Chioccoron" il poeta che osò farsi beffa del re...

Luigi Prosperi nacque a Careggine nel 1832 era meglio conosciuto come “il Chioccoron”.Era di famiglia modesta e dopo aver frequentato la scuola si metteva (come molti altri suo coetanei dell'epoca) a lavorare la terra con i genitori. Ma già dai primissimi giorni di scuola il maestro vide in lui l'abilità nel comporre versi e la passione per la lettura addirittura diventò quasi maniacale,tanto che arrivava perfino a raccogliere pezzi di giornale trovati per strada.Ma purtroppo la grama esistenza lo portò a non proseguire gli studi,però la sua innata dote era rimasta e non mancava occasione che gli amici lo esortassero a “poetare” .Egli era talmente abile che riusciva a declamare a braccio, estemporaneamente anche versi piccanti ed abbastanza irriguardosi.Naturalmente non potevano sfuggire ai suoi versi le autorità politiche dell'epoca.Per questo rischiò più di una volta di rincorrere in qualche severa reprimenda come quando il sindaco e alcuni consiglieri erano a giocare a carte all'osteria nell'orario di lavoro declamò all'istante sonetti “lesivi alla loro immagine e al loro decoro” tant'è che fu spiccato un mandato di cattura,ma i carabinieri non avevano fatto i conti con la scaltrezza del Chioccoron che era fuggito nel bosco e raggiunta la cima di un colle cantò una quartina che ancora oggi si serba memoria 
“Son venuti gli angioletti
per portarmi alle prigioni
non pensavo i minchioni
ch'io passato avrei colletti”
Vignetta satirica dell'epoca
Fu poi perdonato.Ma il più bello e clamoroso doveva ancora venire...Altro che sindaco!Arrivò a toccare i quattro artefici dell'unità d'Italia:Vittorio Emanuele II,Cavour, Garibaldi e Mazzini.Stavolta non ci fu scampo :“Composizione gravemente denigratoria per l'onore della Patria stessa”e questa volta fu arrestato.La composizione del Chioccoron giunse perfino a Roma e addirittura fu pubblicata e riuscì a vendere molte copie e arrivò perfino nelle mani stesse di Sua Altezza il Re d'Italia Umberto I che volle convocare al Quirinale il Chioccoron. Si racconta che tra i rimbrotti del sovrano e le bugie del Prosperi ne scaturì un incontro tragicomico.Tra le menzogne che il Chioccoron che volle far bere al re ci fu quella di fargli credere di essere analfabeta,il re allora gli mostrò il componimento e li il Prosperi si sentì perduto.Ma l re dal carattere mite e bonario lo perdonò concedendogli la grazia e consegnandoli anche una banconota da 50 lire “Comprateci il pane per la famiglia” affermò Sua Maestà.Venditore ambulante il Choccoron prosegui la sua vita nella campagna garfagnina dove non mancava alle sue clienti di dedicare qualche sonetto.Prosperi mori nel 1907 a Fabbriche di Careggine (il paese adesso sommerso dal lago di Vagli) a seguito di un infezione contratta da una puntura di una spina. Il comune di Careggine in suo onore gli ha intitolato la biblioteca comunale:“Luigi Prosperi,il Chioccoron”