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giovedì 27 febbraio 2020

Il mistero dei "bagni di Torrite". La loro storia e l'enigmatico arcano della nascita

Erano una vera e propria goduria... i romani frequentavano le terme


per lavarsi e per rilassarsi, queste furono un vero e proprio centro di socializzazione, di divertimento e anche di sviluppo di attività. Il loro incremento ci fu verso il II secolo a.C e con il passar dei tempi diventò uno dei principali luoghi di ritrovo, dal momento che la loro entrata era libera e potevano essere frequentate da persone di qualsiasi ceto sociale. I "balneum" pubblici furono talmente amati che gli imperatori che si succedevano facevano a gara a superare i propri predecessori nel costruire terme più grandi e più belle. Tanto per rendere chiara l'idea, all'interno di esse si potevano trovare centri sportivi, piccoli teatri, locande, ristoranti e saloni per feste, insomma una struttura antesignana delle attuali e modernissime Spa. Anche la tanto rinomata ingegneria romana qui trovava la sua esaltazione, difatti le acque venivano scaldate da un'ingegnoso impianto idraulico, giacchè il calore veniva prodotto nel "praefornium", un forno dal quale l'aria calda si diffondeva nelle camere d'aria lasciate sotto i pavimenti
rialzati (detti "ipocausti"), o si diramava attraverso un reticolo di tubi in terracotta ("i tubuli") nascosti lungo le pareti.  Esistevano poi, come nell'argomento di cui ci interesseremo, impianti termali nati da sorgenti naturali di acque calde. In ogni suo dove Roma cercava sempre di individuare eventuali sorgenti naturali: nei villaggi, negli scali marittimi e perfino nelle vicinanze dei castra, così, forse, potrebbe essere avvenuta l'eventuale scoperta dei "Bagni di Torrite". I vecchi abitanti del paese di Torrite li hanno sempre chiamati così: "i bagni romani", quella zona posta tra il mulino del Campatello e la centrale Enel, dove da tempo immemore sgorgavano abbondanti acque calde. Cominciamo subito con il dire che la loro origine romana non è suffragata da nessun documento, esistono solamente alcune ipotesi che potrebbero lasciare qualche sospetto, ad esempio la loro ubicazione. Alcuni studiosi infatti vedono nel termalismo un'impulso alla viabilità, i romani nel costruire le loro strade tenevano (anche) conto di poter sfruttare eventuali sorgenti termali presenti nelle vicinanze, infatti la funzione dei "balneum" era quella di far riposare i viandanti in godevolissime vasche di acqua calda dopo le dure
fatiche del viaggio. Anche per questo motivo tali studiosi vedono un filo conduttore nelle sorgenti termali di Bagni di Lucca, Gallicano, Torrite e Pieve Fosciana, queste terme farebbero parte di un tracciato viario prestabilito e di un servizio nato sopratutto per
Torrite
quei  mercanti che provenivano dal nord Italia e che volevano raggiungere Lucca per i loro affari. Un'altra prova a favore dell'ipotetica genesi romana fu il rinvenimento da parte degli archeologi di quello che i romani chiamavano "opus signinum", ovverosia il cocciopesto, il materiale fu rinvenuto sulle pareti laterali di una grande vasca, 
anche questo rinvenimento però dava  possibilità a svariate supposizioni e a nessuna sicurezza, dato che il cocciopesto fu usato anche in epoca più tarda. Allora visti tutti questi dubbi, a quale epoca risalirebbero queste benedette terme? Domenico Pacchi, esimio storico garfagnino così scriveva nel 1785:"Lontano da Castelnovo un miglio lungo il fiume Torrita è situato il Villaggio chiamato Torrite, o Torriti, che prende il nome dal fiume istesso. Dugento passi, o poco più distante da questo villaggio, alla riva del suddetto fiume si vedono i diroccati avanzi degli antichi Bagni. Benchè al dì d'oggi corra voce che siano stati fatti fabbricare dalla contessa Matilde, non v'è peraltro fondamento alcuno, su cui possa appoggiare simil credenza" e in effetti il Pacchi aveva ragione da vendere, neanche per Matilde di Canossa esiste la
Matilde di Canossa
certezza documentale che abbia dato mandato di edificazione e quindi nemmeno a lei possiamo dare il merito di questo.
Comunque sia, a dimostrazione della loro importanza, furono molti gli studiosi che s'interessarono a questo sito e a conferma di questo anche lo scienziato Antonio Vallisneri scriveva in una lettera di queste terme e anche all'epoca (1707) parlava già di "antichissime terme". Fra l'altro pure lui denunciava il loro stato d'abbandono e se da una parte lodava "la diligenza degli antichi", dall'altra (visto il deprecabile sconquasso che gli si mostrava davanti) criticava "la negligenza dei moderni", lamentando poi che una vasca di quei bagni termali "di bella struttura" sarebbe stata piena di sassi "con degli avanzi di una casa caduta", mentre miserevolmente le acque termali "trapelando per altra via si univano a quelle del vicino fiume". L'altro bagno caldo era invece conservato in maniera accettabile, così scriveva ancora il Vallisneri, i suoi  sedili di marmo erano ancora presenti, come era intatta la sua volta di mattoni. Nelle immediate vicinanze, sottolineava lo scienziato, scorrevano ancora da due rubinetti, due acquedotti, uno versava acqua caldissima e uno acqua limpida e freschissima.
Dei cadenti resti del bagno, nel 1600 ne parlò anche un' eminente
bagni romani di Bormio
storico garfagnino, Sigismondo Bertacchi, che lanciò pesanti accuse e amare colpe ai confinanti fiorentini e lucchesi, la distruzione delle terme di Torrite fu causa loro, l'invidia fu il motivo trainante di tale misfatto: 
"Vi sono le vestigie d’un bagno d’acqua calda, che per memorie di vecchi era tenuto celebre, che si dice, che per l’invidia fosse guasto da’ Fiorentini, o Lucchesi, quando presero la Garfagnana, perché gli levava tutto il concorso dalli loro", niente però fu mai provato.
Visto allora tutto questo disfacimento, come potrebbe essere stata la loro struttura e composizione? Partiamo parlando delle acque. A quanto pare quest'acqua raggiungeva i 34 gradi e in realtà le sorgenti sarebbero state ben tre: due calde e una fredda, così come tre sarebbero state le stanze, divise per reparti, con distinzione fra uomini e donne. 
Rimane il fatto, tanto per dare dati finalmente certi, che il primo documento che parla dei bagni di Torrite è un atto notarile datato 1525. Fra gli altri dati sicuri ci fu pure la visita del Duca d'Este Alfonso II, era il 1580 e così l'accademico Vandelli ci
Alfonso II d'Este
raccontava:"...
dove rilevò le qualità delle acque termali di Turrita, e trasferitovisi in persona vi riconobbe i cisternini, ed i vestigj d’antiche non meno, che vaghe fabbriche; e quantunque con animo generoso vi spendesse molte migliaja di scudi per ristabilire, ed assicurare i bagni dalla mescolanza delle acque della Turrita...". Il duca generosamente donò migliaia di scudi per ristrutturare e restaurare i bagni e dargli quindi nuova linfa. 
Quello che fece il duca probabilmente più nessuno lo fece, un colpo di grazia mortale alle già presenti rovine lo dette il terremoto del 1747, che portò tutto allo sfacelo totale. In tempi moderni le terme si resero nuovamente utili, ma non per fare refrigeranti bagni, stavolta furono usate durante la seconda guerra mondiale come rifugio antiaereo. Poco dopo, nell'immediato dopoguerra, Enel iniziò i lavori sotterranei per realizzare la nuova centrale... la sorgente delle acque termali sparì così per sempre...


Bibliografia:

  • "Descrizione Istorica della provincia di Garfagnana" Sigismodo Bertacchi, a cura del Centro studio Carfaniana Antiqua Lucca 1973
  • Domenico Vandelli 1724 "Carta del modenese"
  • Domenico Pacchi "Ricerche istoriche  sulla provincia della Garfagnana" 1785
  • "Le origine dei bagni di Torrite" di Andrea Giannasi, "Lo Schermo" giugno 2013

mercoledì 28 maggio 2014

La strana morte di Alfred R. Lyth nipote (presunto) del Presidente americano Truman,abbattuto nei cieli di Garfagnana...

Thunderbolt p47
Questa storia merita di essere raccontata,vuoi per la sua particolarità e vuoi per i suoi risvolti da spy story.Tutto si svolse negli ultimi mesi di guerra,i tedeschi erano alle corde e la marcia degli alleati era inesorabile.Era l' otto febbraio 1945, quel giorno ebbe inizio la cosiddetta operazione "Quarto Termine".A Castelnuovo imperversava la guerra e ci fu come ormai quasi ogni giorno un bombardamento aereo americano che aveva come obiettivo l'abbattimento di ponti e la distruzione di strade e ferrovie.Protagonisti di queste operazioni erano i famigerati cacciabombardieri Thunderbolt p47 appartenenti al 66° Fighter Squadron di stanza a Grosseto che arrivavano a sganciare bombe da 250 kg.In questi bombardamenti sopra la stazione ferroviaria di Castelnuovo uno di questi aerei fu investito dalla stessa forza d'urto causata dalle sue stesse bombe e difatti il velivolo cominciò a prendere fuoco e a precipitare,ma come per miracolo ecco aprirsi un paracadute...Di qui comincia la triste storia Alfred R.Lyth pilota americano e sopratutto presunto nipote di Harry Truman futuro presidente degli Stati Uniti d'America.Alfred miracolosamente si salvò e riuscì a paracadutarsi nei pressi di Torrite per meglio intendersi a Pruneta di Sopra.Soccorso da contadini questi si accorsero che il
Il 33° Presidente degli Stati Uniti
 D'America Harry Truman
pilota aveva tra le braccia una cagnetta che molto probabilmente aveva con se sull'aereo come mascotte. Fattostà che il pilota era rimasto impigliato nei rami di un pioppo e nella caduta rimase ferito ad una gamba.Appena soccorso e rifocillato giunsero sul posto gli alpini della divisione Monterosa che lo arrestarono e a quanto pare da testimonianze si dice che tirò fuori dal taschino un pacchetto di sigarette,una la offrì all'ufficiale italiano e l'altra la accese per se e per tutto ringraziamento lo incamminarono a suon di calci e spintoni al presidio militare della divisione ad Antisciana.Di qui i fatti però si fanno ancora più oscuri e mai chiariti.Lo stesso giorno Alfred fu sicuramente interrogato e comunque nella giornata fu poi trasferito a Camporgiano,al comando, nelle prigioni della Rocca Estense ma nel tratto di strada che conduceva al carcere fu colpito mortalmente alla schiena da un solo colpo di fucile si dice che forse voleva scappare...La guerra finì e 
dal 12 aprile 1945 aveva assunto la presidenza degli Stati Uniti d'America Harry Truman e a Camporgiano luogo dove era sepolto il povero pilota giunsero una macchina del corpo diplomatico americano e un furgone e fu riesumato dalla fossa comune il solo corpo di Alfred e dopo un accuratissima ispezione della vittima e dei vestiti che aveva indosso gli americani se lo portarono via in tutta fretta. All'epoca fece molto scalpore la sollecitudine e la minuziosa ispezione della salma,tant'è che circolò con molta insistenza che il pilota fosse proprio il nipote del presidente degli Stati Uniti Truman.Difatti la cosa non si fermò li e nel 1946 la corte marziale americana istituì un processo per l'uccisione di Alfred Lyth che si concluse con una condanna a morte del capitano della divisione Monterosa Simonitti (n.d.r:condanna eseguita per fucilazione il 27 gennaio 1947 presso il poligono militare di Marina di Pisa), mentre al sergente Pillon fu dato il carcere a vita con pena addizionale dei lavori forzati
La tomba di Alfred R.
 Lyth all'Impruneta
nella base militare americana a Livorno.Mentre oggi Alfred R.Lyth riposa nel cimitero americano dell'Impruneta(Firenze)di quello che si dice che fosse il nipote di Truman,morto misteriosamente in Garfagnan
a