martedì 3 febbraio 2015

San Pellegrino in Alpe: la storia del suo santo (e del paese) conteso fra due regioni.

Il Santuario di San pellegrino in Alpe
(foto di Edda Venturelli)
Qual'è quel posto unico in Garfagnana che è diviso fra due regioni,due province e due comuni? Un posto bellissimo,dai panorami mozzafiato,luogo di passeggiate nella natura incontaminata, un territorio che profuma di storia e santità.Siamo a San Pellegrino in Alpe a 1525 metri d'altezza,l'abitato più alto di tutta la valle.Pensiamo bene che la linea di confine fra regione e regione (quindi comune e anche provincia) taglia longitudinalmente in parti uguali il Santuario, dove all'interno sono custoditi i resti mortali dei santi Pellegrino e Bianco,la loro testa e il busto si trovano in Emilia e le gambe in Toscana;che dire poi della vecchia Osteria del Duca d'Este?(ora albergo l'Appennino-da Pacetto) Posta al tempo come guardia di confine tra i ducati di Modena e Lucca (divisa tra il comune di Castiglione Garfagnana e il comune di Frassinoro).Nonostante queste curiosità San Pellegrino (il santo che ha dato il nome al paese) è uno di quei santi che è avvolto maggiormente da un alone di mistero e verità.Pellegrino era figlio del re Romanus di Scozia e della regina Plantula,comandavano su una di quelle tante tribù che abitavano la Scozia verso il 500 d.C e ancora quindicenne a Pellegrino morì il padre e spettava quindi a lui la corona, ma il ragazzino, asceta per natura, la rifiutò insieme a tutte le
L'antica Osteria del Duca d'Este
ricchezze.Abbandonò la patria ed iniziò un lungo pellegrinaggio verso la Palestina per visitare il Santo Sepolcro.Passò poi lunghi anni nel deserto, finì dal sultano per cercare di convertirlo al cristianesimo,non pago fece ritorno in Italia,a Roma per vedere la tomba di San Pietro, di li risalendo la penisola giunse fino all'abbazia di Frassinoro,li un angelo gli disse:

- Andrai nella selva tenebrosa e fa ivi la via sicura perchè coloro che passano di là vengono uccisi dai demoni-. Si parlava di quelle selve che sono a cavallo fra l'Emilia e la Toscana,che danno un panorama meraviglioso su tutto il creato di Nostro Signore,un posto ideale dove meditare e pregare.Qui insieme a Bianco, che era un brigante convertito dallo stesso Pellegrino, si dettero all'eremitaggio,vi abitarono per dodici lunghi anni lottando con il demonio e ospitando tutti quei viandanti che transitavano per quell'impervio territorio che collegava la Pianura Padana con il resto d'Italia, anticipando di fatto l'hospitale che verrà costruito proprio nel medioevo come stazione di aiuto e cura dei viaggiatori.Pellegrino viveva in una grotta nella povertà più assoluta,mangiava una sola volta nella giornata erbe e radici e beveva la rugiada del cielo e ogni giorno che Dio metteva in terra veniva continuamente tentato dal diavolo in persona.Una volta il demonio irritato dalle resistenze del Santo lo schiaffeggiò facendolo ruotare tre volte su stesso.Ancora oggi in quella stessa località si recavano e si recano i fedeli in in percorso penitenziale, portando un sasso, depositandolo li, dopo aver compiuto tre giri del luogo.La grandezza del sasso è stabilita in funzione della gravità del peccato da perdonare.Pertanto quel sito viene chiamato "Giro del Diavolo", dove ancora oggi si trovano migliaia di sassi nei secoli portati dai fedeli. Comunque sia Pellegrino arrivò a compiere
Il "Giro del Diavolo" e le
migliaia di sassi portati dai fedeli
(foto di Aldo Innocenti)

esattamente la bellezza di 97 anni,9 mesi e 23 giorni quando morì nel 643 d.C.Poco prima di morire, sentendo ormai prossima la fine, si rifugiò in un tronco vuoto di un vecchio faggio (oggi nel solito punto di questo faggio,davanti al Santuario vi è una croce di legno in ricordo)  e incise sulla corteccia le vicende della sua vita.Anni dopo la sua morte due coniugi modenesi Adelgarda Ferniai e Pietro Modico, avvertiti in sogno da un angelo ritrovarono le spoglie intatte dell'eremita e informarono subito Geminiano vescovo di Modena,Geminiano informò della morte del futuro santo anche l'arcivescovo di Ravenna che giunse con altri 27 prelati,udita la notizia l'alto clero di Pisa accorse immediatamente e così anche le popolazioni limitrofe per disputarsi il corpo del povero santo conteso dalle due regioni.Fu deciso per risolvere la diatriba di affidare tale scelta al volere di Dio e così il corpo del santo fu caricato su un carro trainato da due indomiti torelli e dove essi si fossero fermati li sarebbe sorto il Santuario.Le bestie si fermarono esattamente in quella che al tempo si chiamava Thermae Salonis (l'attuale paese di San Pellegrino in Alpe)sul confine fra il comune di Castiglione (Lucca) e Frassinoro (Modena)..."Fiat voluntuas tua" (Sia fatta la Tua volontà).
Le mummie di San Pellegrino e San Bianco
(foto Giro-Vagando)

Così fu che intorno al X secolo nacque il piccolo borgo intorno al "hospitale sancti Peregrinide alpibus"nato per offrire riparo e assistenza a tutti quei pellegrini che scendevano dal nord per andare verso Roma.Il primo documento scritto che attesta la presenza del santuario risale al 1100,ma si è concordi a dire che la sua nascita sia sicuramente precedente.Nel giro di poco tempo l'hospitale si ritrovò ad essere uno dei più riforniti di beni materiali a causa di donazioni varie.Non mancarono Papi e imperatori fra i suoi benefattori:Enrico VI nel 1187, Federico II nel 1239 e Papa Alessandro VI nel 1255, per farla breve il santuario visse tre secoli di autentico splendore, sia spirituale ma sopratutto economico.Solamente un epidemia di peste minerà la sua solidità,diminuirono sensibilmente le entrate,l'ospedale e la chiesa per far fronte alle spese di mantenimento furono costretti più di una volta a vendere i beni in suo possesso,ma lentamente il
Particolare della mano
(foto Giro-Vagando)
santuario riprese vita e i pellegrini non lo consideravano più come un luogo di transito ma come un punto d'arrivo.La chiesa ospitava (ospita) le mummie di San Pellegrino e di San Bianco, l'uno vicino all'altro,come fratelli, messi insieme nel tempietto marmoreo commissionato da Lionello de'Nobili nel 1461 a Matteo Civitali e qui giungevano migliaia di fedeli a venerare i due uomini.Il flusso dei devoti non si interruppe neanche nel 1859, quando il grande traffico di mezzi e persone fu spostato su una nuova strada che passava tre chilometri sopra, attraverso il Passo delle Radici.Oggi, ogni 2 agosto,la ricorrenza del santo, i rappresentanti delle due comunità di Castiglione e Frassinoro si ritrovano
La croce che ogni
 anno viene cambiata
insieme per rendere omaggio ai due santi e sostituire come tradizione vuole ogni anno la croce di faggio che sovrasta l'intera valle, così come farebbero gli amici di vecchia data.