martedì 30 dicembre 2014

Eccezionale scoperta sulla Pania di Corfino dopo tremila anni torna a rivivere l'antico gioiello della"Signora delle Rupi"

La preziosa scoperta fatta dal Gruppo Archeologico Garfagnino.
Ecco il meraviglioso monile di tremila anni fa appartenuto alla "Signora delle Rupi"
E così vogliamo chiudere l'anno con il botto.Direi proprio di si.Storicamente parlando vi sto per raccontare di una scoperta a dir poco eccezionale per tutta la Garfagnana,una di quelle scoperte che farebbe invidia a qualsiasi Indiana Jones in erba ed anche al più famoso degli archeologi.Ne riporta la notizia anche alcuni giorni fa un articolo su "Il Tirreno" di Paola Taddeucci.Il tutto è avvenuto a Cima La Foce alle pendici della Pania di Corfino (comune di Villa Collemandina) sul quel cucuzzolo che tremila anni fa (l'epoca dell'oggetto ritrovato) dominava uno degli itinerari di collegamento fra il fiume Serchio e la Pianura Padana  e dove oggi due volontari del Gruppo Archeologico Garfagnino, Nicola Salotti e Alessandro Bonini hanno rinvenuto un prezioso e bellissimo monile dell'età del bronzo,un ornamento femminile che dopo tremila anni è tornato a vivere, un vero e proprio gioiello di bronzo caratterizzato da uno stupefacente intreccio di catenelle sospese a tre elementi traforati che si concludono in una sequenza di pendagli fatti a forma di punta di lancia e sicuramente questo non era  un capo da tutti i giorni ma bensì un capo da gran signora, per meglio intendersi da signora
Il luogo del ritrovamento:La Pania Di Corfino
d'alto rango che con ogni probabilità indossava sulle spalle o sul petto in momenti rituali.A questo punto una volta trovato il prezioso tesoro i ragazzi del Gruppo Archeologico Garfagnino hanno ben pensato di contattare la Sopraintendenza Archeologica Toscana nella persona di Giulio Ciampoltrini (che ha diretto tra i più importanti scavi di tutta la lucchesia) perchè visionasse scrupolosamente il reperto e confermasse ciò che a loro era sembrato essere una scoperta straordinaria.L'esperto ha dissolto tutti i dubbi, dalla paura che fosse un miserabile scherzo (di questi tempi è bene andare con i piedi di piombo...) a quello dell'effettivo valore della scoperta,tant'è che nella sua analisi dice che di monili simili ne esistono solo tre al mondo, due nel sud della Francia e uno in Piemonte,ma nessuno di questi è sontuoso complesso ed integro come quello garfagnino.Di quell'epoca lontanissima erano già state fatte molte scoperte in Garfagnana, si trattava di oggetti di uso quotidiano (anfore,utensili da cucina... ) e non di tale rilevanza ma questo conferma (qualora ce ne fosse bisogno) della centralità del nostro territorio dal punto di vista archeologico.Già prima del 1000 a.C d'altronde la Garfagnana era un punto nevralgico dei traffici fra i territori dell'alto Tirreno e la Pianura Padana.Agli albori del
Archeologi in azione
primo millennio infatti prosperavano "i signori delle rupi" gruppi sociali di grande levatura sociale insediati sulle vette della Valle del Serchio,lungo le principali vie maestre che collegavano la Toscana e le zone del Po,abilissimi negli scambi che si basavano sullo sfruttamento delle risorse del territorio e quindi ricchi e potenti da permettersi oggetti straordinari come il "nostro" gioiello.A confermare l'importanza della nostra zona su tali ritrovamenti mi piace ricordare di un villaggio del VI-V secolo a.C scoperto in località Murella. Rilevanti tracce dei liguri apuani sono state rinvenute sul Monte Pisone (vicino San Romano

Garfagnana)e sul Colle delle Carbonaie (Castiglione Garfagnana) quest'ultimo rimane uno dei più importanti documenti della cultura ligure a livello nazionale. Ma purtroppo di fronte a tutto ciò rimane un grosso cruccio per tutta la Garfagnana (come poi sottolinea lo stesso archeologo Ciampoltrini).Nonostante i numerosi ritrovamenti nella nostra valle manca un museo con la emme maiuscola dove possono essere riunite le testimonianze rinvenute in vent'anni di scavi e che hanno messo in luce tutta la storia garfagnina che parte dal Mesolitico, all'età del bronzo,i periodi etruschi, dei liguri apuani, dell'età romana, ai "nostri" castelli medioevali,
L'insediamento ligure apuano
 di Colle alla Carbonaie
fino al "recente" periodo estense,per così arrivare poi all'età moderna. Se non altro per non rischiare poi di ritrovare dopo decenni oggetti rari e preziosi come quello di Cima La Foce in qualche polveroso deposito di qualche anonimo museo.Intanto magari sarebbe bello rivedere il prezioso monile in una mostra aperta a tutta la gente della valle il cui titolo come dice Ciampoltrini potrebbe essere "La Signora delle Rupi".Il prezioso cimelio ora si trova nelle mani della Soprintendenza Archeologica Fiorentina che riporterà il metallo allo splendore iniziale e analizzerà ancor più approfonditamente l'oggetto, in attesa che un giorno l'ornamento dell'antica Signora torni a casa sua:in Garfagnana.