martedì 9 dicembre 2014

"La Questione Apuana":1946 .Quando la Garfagnana doveva far parte della 21a regione: l'Emilia Lunense

Panorami garfagnini
 Eppure oggi non ci avremmo nemmeno fatto caso...Mi spiego meglio...A scuola ci hanno sempre insegnato e così è che le regioni in Italia sono venti e che noi garfagnini apparteniamo a quella bellissima regione che è la Toscana.Ma in principio fu sempre così?Guardiamo un po'. Era da poco finita la seconda guerra mondiale e c'era da ricostruire tutto, proprio tutto, non solo cose materiali come case, chiese, scuole ma c'era da rimettere in sesto l'animo degli italiani prostrati da cinque anni di guerra e c'era da rimettere mano anche a tutto quello che riguardava la nuova forma di governo repubblicano subentrato dopo ottantaquattro anni di monarchia.Fu indetta così come tutti sapremo l'Assemblea Costituente (n.d.r: si riunì la prima volta a Montecitorio il 25 giugno 1946) che serviva appunto a scrivere e a riformare tutta la Costituzione.Fra le altre cose arrivò poi il momento di affrontare la questione riguardante le regioni,si cercò di formare e di rivedere regioni (già esistenti) che per affinità storiche,culturali, economiche e politiche fossero diciamo così compatibili e in base a tutto questo fu messa sul tavolo la cosiddetta "Questione Apuana".Uno dei maggiori assertori della "Questione Apuana" fu Giuseppe Micheli senatore parmense
(n.d.r:futuro ministro della Marina con il governo De Gasperi) che attraverso il suo giornale  "La giovane Montagna" propose una regione Emilia- Lunense fatta da quei territori e da un certo numero di province tra la pianura Padana e Mar Tirreno che comprendevano i territori di Cremona,La Spezia,Mantova,Massa Carrara,Parma,Piacenza,Reggio Emilia e...anche la Garfagnana,cioè, esattamente tutto quell'antico territorio degli Apuo-liguri-padani. Era una questione che si rifaceva si diceva così all'espansione romana e alla seconda guerra punica e poi si voleva ricalcare la suddivisione savoiarda che effettivamente vedeva ventun regioni.La stessa Garfagnana in quel periodo infatti faceva parte della provincia di Massa Carrara la quale provincia  fino al 1871 faceva parte dell'Emilia (quindi noi garfagnini prima di essere toscani
eravamo già stati emiliani), insomma la cosa trovò assensi in buona parte della Costituente e così nel luglio del 1946 la Commissione dei 75 propose ben 22 regioni (neanche 21...) fra le quali quelle che tutti sappiamo e in più "la nostra" Emilia Lunense e il Salento (n.d.r:divisa oggi fra le province di Lecce, Brindisi e Taranto) e la mozione in base all'articolo 123 del Progetto di Costituzione fu approvata in modo provvisorio,il tutto fu demandato alla decisione definitiva al Plenum Costituente che si sarebbe tenuto nel dicembre del solito anno. Si arrivò così al dicembre '46, esattamente il 18 dicembre e si voleva mettere la parola fine alla "Questione Apuana" e vedere così se il nostro destino sarebbe stato una volta per tutte toscano o emiliano. Fu così che la Seconda Sottocommissione approvò e confermò la proposta fatta a luglio ribadendo di fatto la formazione di 22 regioni cambiando denominazione alla regione da Emilia Lunense ad Emilia Appenninica con capoluogo di regione Parma...Boom !!!... Tutto d'un tratto eravamo diventati emiliani a dire il vero nostro malgrado, ma come detto la guerra era finita da pochissimo e queste in fin dei conti erano faccende marginali per la gente che doveva pensare a tutt'altro che a temi prettamente burocratici.La partita così sembrava definitivamente chiusa ma con un colpo di scena venne riaperta nel 1947 dall'ormai famosa Commissione dei 75 su proposta di Nilde Iotti che riferiva il parere del segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti il quale chiedeva la sospensione della cosa in attesa di ancora approfonditi studi e venne chiesta la sospensione di ogni decisione in merito.La Commissione si riservò allora di decidere non appena fosse in possesso di ulteriori elementi di giudizio.Dopo una dura crisi di governo (si cominciava subito bene !!!) si arrivò così all'ordine del giorno del 29 ottobre 1947 che riguardava le nuove regioni dove si ritenne al momento di non avere elementi sufficienti per procedere ad un esatta determinazione delle regioni e ci si riservava ulteriori cinque anni per modificare ancora gli assetti regionali.I cinque anni passarono e tutto era andato nel dimenticatoio e sinceramente non era più il caso di fare ulteriori stravolgimenti in un Italia che di cambiamenti ne aveva subiti anche troppi e così una volta per tutte l'articolo 131 della Costituzione sancì definitivamente che le regioni erano 20 e che di conseguenza la nostra Garfagnana sarebbe rimasta toscana. Ed è tutto bene quello che finisce bene direte voi, invece no...Nel 1989 rigurgiti di
Lunezia i territori della "nuova" regione
"irredentismo" tornarono a galla e un giudice Alberto Grassi in una riunione tenutasi con il comitato promotore al Passo del Lagastrello (n.d.r: valico appenninico che separa la Lunigiana dall'Emilia Romagna) di fronte ai giornalisti informò tutti di voler ripristinare quello che non fu 43 anni prima, coniando per la nuova regione il nome di "Lunezia" (dall'unione di "Luni" e "Spezia") una regione che comprenderebbe le province di La Spezia, Massa-Carrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia,Mantova, una parte della provincia di Cremona e di nuovo la Garfagnana.A oggi il tema è ancora caldo per quanto riguarda Lunezia e tutti quelli che sostengono questa lotta (se così si vuole chiamare) tant'è che esiste un sito internet,(http://www.bagnonemia.com/Lunigiana_Lunezia/Regione_Lunezia_doc.ht)una bandiera ufficiale, si tengono manifestazioni che illustrano le bontà eno gastronomiche dei posti interessati, inoltre esiste un Premio Lunezia, riconoscimento che viene assegnato ogni estate a
La bandiera ufficiale di Lunezia
Carrara al valore musicale e letterario delle canzoni, che ha visto premiati negli anni i più grandi cantanti italiani dalla Pausini a Venditti fino ad arrivare a Baglioni, Renga e i Negramaro. 
Voi però fate come volete ma io mi sento orgogliosamente toscano, fiero di appartenere a una regione fra le più ammirate in tutto il mondo.Storia ,arte e natura sono un nostro patrimonio.