mercoledì 2 marzo 2016

La prima (e quindi la più antica) strada garfagnina:la Via Clodia Nova, orgoglio di Roma

Un vecchio detto così semplicemente rammenta: "tutte le strade
Una strada romana

portano a Roma", sembra un motto senza apparente significato ma storicamente parlando niente di questo è più vero. Il proverbio trae origine dall'efficiente sistema di strade dell'antica Roma, su cui buona parte di esse si basa l'attuale sistema viario italiano. Molte strade consolari partivano da Roma e quindi se prese in senso contrario riportavano proprio alla "Città Eterna".A sottolineare l'importanza delle strade per Roma ci pensa Plinio il Vecchio cronista dell'epoca che sottolineava il fatto che: "I romani posero cura in tre cose sopratutto, che furono dai greci poco considerate, cioè nell'aprire strade, nel costruire acquedotti e nel disporre nel sottosuolo cloache".Le funzioni principali di queste strade erano due: movimentare gli eserciti per tutti i territori conquistati e agevolare il trasporto di merci.Questa fu nella sua totalità un opera di ingegneria mostruosa che portò ad avere in tutto l'impero ben centomila chilometri di strade lastricate e ad oltre centocinquantamila chilometri di strade in terra battuta. Vuoi che fra tutte queste strade e stradine una non attraversasse tutta la Valle del Serchio? Certamente si, ed ha il primato di essere la prima strada(nel vero senso della parola) e di conseguenza anche la più antica mai costruita in tutta la Garfagnana e portava il glorioso nome di Via Clodia Nova o via Clodia Secunda, che si differenziava dalla già esistente Via Clodia che collegava Roma con i centri etruschi dell'antica Etruria(Toscana). La Via Clodia Nova poteva vantarsi del titolo di strada consolare(e non strada agraria) dato che una strada era considerata consolare quando era pubblica e di responsabilità militare e ricadeva di fatto sotto la giurisdizione di un console, perchè attraverso queste, le legioni si potevano spostare velocemente o i messaggeri portare notizie. Dai romani stessi fu considerata una notevole opera al pari della Via Aurelia o della Via Flaminia e ne curò la sua realizzazione l'importante console M.Claudio Marcello (da qui il nome della strada).Ma guardiamo però come si arrivò alla nascita di questa nuova e importante via. 
Oramai i Liguri Apuani erano stati sconfitti, ancora rimaneva qualche sacca di resistenza nei luoghi più impervi e montuosi della Garfagnana, ma a questo punto tutta la valle era assoggettata definitivamente alle legioni romane e di fatto cominciò quel
l'antico percorso della Via Clodia
(foto tratta da escursioni apuane.it)
processo che portò alla romanizzazione di tutto il territorio. Furono invitati i cittadini dell'impero romano ad occupare le nuove zone conquistate, promettendo a chi avesse abitato queste terre dei sostanziosi sgravi fiscali,questo favorì la fondazione e lo sviluppo di molti degli attuali paesi della Garfagnana, ma l'impulso decisivo all'occupazione delle nuove terre si ebbe nel 183 a.C quando terminò la costruzione di questa nuova via che partiva dalla città di Lucca e arrivava 
nello strategico porto di Luni(attuale provincia di La Spezia).Fu una costruzione molto difficile data la conformazione del territorio, ma si arrivò comunque al suo compimento.La strada divenne bella ed imponente, variava la sua larghezza dai quattro ai sei metri, così che si potessero incrociare agevolmente due carri e talvolta ai lati vi erano dei marciapiedi lastricati. Da un punto di vista squisitamente estetico si dice che fosse alquanto apprezzabile dal momento che ai suoi margini (dove possibile) si piantavano alberi che avevano doppia funzione di abbellire e di evitare che i suoi cigli franassero.Con il tempo lungo la sua carreggiata sorsero statue e piccoli tempietti votivi e a distanza di circa venti chilometri una dall'altra c'erano anche delle stazioni di posta (statium), dove si poteva cambiare e ristorare cavalli, muli o buoi e c'era perfino la possibilità di riparare i carri. Presso queste stazioni esisteva un organizzazione di tutto rispetto, erano presenti delle mappe (dette itineraria) in cui erano segnate strade,fiumi,boschi e monti e marcate le distanze da un luogo ad un altro e non mancavano in queste guide i centri di ristoro,osterie e locande, tutte quasi sempre pericolose, infestate da ladri di ogni risma. Ma guardiamo adesso nel dettaglio questa strada quali paesi o località toccava. Come detto partiva dalla porta nord di Lucca (ubicata probabilmente vicino a Via Cesare Battisti), correva lungo il fiume Serchio verso i paesi di Sesto di Moriano, Valdottavo e Diecimo, località che devono il loro nome alle pietre miliari poste lungo la Clodia Nova atte a segnalare la loro distanza (segnata in miglia romane) da
Di qui passava la Via Clodia:
chiesa di Santa Lucia Gallicano
Lucca (sextum,octavum e decimun lapidem), di qui si proseguiva per Borgo a Mozzano, si risaliva verso Pieve di Cerreto per arrivare di lì a Gioviano, proseguendo per il primo paese della Garfagnana che era Gallicano (la strada transitava proprio nei pressi della stupenda chiesina di Santa Lucia), di qui si raggiungeva Cascio, Monteperpoli e Castelnuovo, la consolare si dirigeva poi in modo piuttosto lineare fino a Piazza al Serchio, di li la via romana si sarebbe diretta verso Minucciano e il valico di Tea per aprirsi nel bacino del Magra e raggiungere definitivamente il porto di Luni, terminando così i suoi circa 150 chilometri di tracciato. Furono centocinquanta chilometri non facili,il territorio garfagnino oggi come allora non aiuta le vie di comunicazione e per attraversare fiumi torrenti e fiumiciattoli vari fu essenziale la costruzione di ponti, ne furono fatti a centinaia, di pietra, di legno, a più arcate o anche a più piani e ancora oggi qualcuno di essi è presente, naturalmente è stato ristrutturato più e più volte, ma ad esempio il bellissimo ponte a dorso d'asino di Pontecosi (Ponte della Madonna) è ancora lì. 

I ponti della Via Clodia Nova
Il ponte della Madonna Pontecosi
Con il passare dei secoli come ben si sa l'impero romano si dissolse, il porto di Luni perse la sua fondamentale importanza, pensare che dalle sue sponde erano partiti quei blocchi di marmo apuano che sarebbero serviti per costruire decine e decine di statue e migliaia di obelischi, di conseguenza perse notevolmente importanza anche tutta la Via Clodia Nova che fu lasciata al suo destino. Riprese fortunatamente vita e lustro quando nelle nostre zone si stanziarono i Longobardi,si ricominciò a commerciare il marmo e si ripristinò tutta la parte garfagnina della via che era quella più malmessa, ma non solo fu anche potenziata, costituendo di fatto nel periodo medievale l'asse dorsale per gli scambi commerciali fra la Garfagnana stessa, la costa versiliese e la Pianura Padana. Fu un periodo di scambi piuttosto fiorente per la Garfagnana,grazie proprio a questa strada ritrovata e al nuovo porto di Motrone (posto oggi nella zona che corrisponde a Marina di Pietrasanta).Questo nuovo porto permetteva di ricevere le merci provenienti da sud, mercanzie di ogni genere arrivavano, alcune addirittura mai viste dalle nostre parti: dalla lana,alla seta e a varie spezie e dalle nazioni di tutta Europa come l'Inghilterra, il Portogallo,la Spagna e la Francia, nonchè agrumi e frutta dalla Sicilia e di li passava anche il preziosissimo sale proveniente dalla Sardegna. In questa nuova vita della Clodia Nova, la Garfagnana veniva servita attraverso questa strada da mulattieri e carrettieri, in pratica i
corrieri di allora, che mettevano in mostra la loro bella merce nei mercati paesani, i più importanti dei quali già nel trecento si trovavano sulla direttrice della strada stessa (vedi Piazza al Serchio, Camporgiano, Castelnuovo, Cascio, Gallicano e Borgo a Mozzano). Naturalmente questi mulattieri quando ritornavano verso il mare per rifornirsi verso i porti, portavano con se i prodotti dell'entroterra come le castagne, il farro, i formaggi, ma altri
La Tabula Peutingeriana
l'unica carta stradale romana giunta
sino a noi sebbene in copia medievale.
Qui vi è segnata la Via Clodia Nova
prodotti come pelli di animale, carbone e il ferro lavorato nelle fabbriche garfagnine. Insomma con la Clodia Nova la Garfagnana si aprì per la prima volta al commercio. Una strada naturalmente che con il corso del tempo sparirà per sempre, ma che sarà ricordata come la strada che per la prima volta collegò la Garfagnana con il resto del mondo.