mercoledì 10 agosto 2016

Le lettere censurate dei garfagnini nella seconda guerra mondiale.

Federico Fellini nelle sue molteplici interviste aveva avuto da subito ben chiaro il concetto di censura. Nei suoi film molta ne aveva subita dal solerte censore di turno e in una conversazione con Lello Bersani (n.d.r: noto giornalista R.A.I esperto di cinema)così definiva esplicitamente l'essenza della parola "censura": "La censura è sempre uno strumento politico, non è certo uno strumento intellettuale. Strumento intellettuale è la critica, che presuppone la conoscenza di ciò che si giudica. Criticare non è distruggere. C'è una censura italiana che non è invenzione di un partito politico, ma che è naturale al costume stesso italiano. C'è il timore delle autorità e del dogma, la sottomissione al canone e alla formula, che ci hanno fatto molto ossequienti. Tutto questo conduce dritti alla censura. Se non ci fosse la censura gli italiani se la farebbero da soli". Niente di questo è più vero, da tempo immemore l'Italia subisce (quando più e quando meno)i tagli più o meno velati dai vari censori, infatti si parla già di censura durante il Risorgimento,poi nel Regno d'Italia, per non parlare durante l'era fascista e durante le due guerre mondiali, ma non facciamoci sorpresa(questo per avvalorare la tesi di Fellini) se anche oggi la falce del censore si abbatte sulla nostra nazione, nel 2015 la Freedom House ha classificato la stampa italiana come "party free" (parzialmente libera), mentre nel rapporto dello stesso anno "Reporter senza frontiere" pone l'Italia al 73° posto per libertà di stampa, meglio di noi anche Burkina Faso e Botswana. Ma quello che interessa a questo articolo non è una disquisizione sulla libertà di stampa oggi, ma bensì(tanto per rimanere nel nostro orticello garfagnino)delle molte lettere censurate dei soldati garfagnini nel corso della seconda guerra mondiale, fu censurata anche quella corrispondenza spedita dai familiari verso il povero militare ed è stato grazie all'ottimo lavoro del professor Mario Pellegrinetti di Camporgiano che sono tornate fuori queste lettere, sono tornate a galla queste frasi oramai dimenticate nel tempo e all'epoca cancellate con inchiostro indelebile perchè nessuno mai le leggesse, con quel timbro sopra apposto che valeva più di mille parole: "VERIFICATO PER CENSURA". Tutto questo oggi è raccolto nel bel libro intitolato "Sotto l'inchiostro nero" anno 2001 del professor Giuseppe Pardini, edizioni M.I.R. Ma prima di leggere queste lettere, per capire meglio questo articolo bisogna capire meglio come funzionava la macchina della censura nella II guerra mondiale. Nel conflitto il ruolo della censura ebbe carattere di controllo sopratutto per quello che riguardava il diffondersi di notizie disfattiste fra i civili
Castelnuovo Garfagnana bombardata
(foto di Nicola Simonetti)
provenienti dalle lettere dei soldati dal fronte di guerra, si aveva paura  del diffondersi del panico
 a tali notizie, di ribellioni da parte della gente e quant'altro potesse sovvertire l'ordine pubblico. La censura colpiva anche le lettere che partivano dalla Garfagnana dirette ai soldati, qui il timore era diverso, si aveva terrore di influenzare la volontà del combattente nell'apprendere le difficoltà economiche ed alimentari della famiglia. Così come nella prima guerra mondiale eventuali frasi non ammesse erano cancellate con inchiostro di china, se invece erano considerate gravi la corrispondenza veniva "tolta di corso", praticamente sequestrata e trattenuta dall'ufficio censura che segnalava il fatto all'autorità giudiziaria per provvedimenti che potevano essere molto pesanti per i civili e pesantissimi per i militari, indagini sarebbero state fatte anche nei confronti dei destinatari. La macchina censoria come avete ben capito era una macchina perfetta, ben oliata e ben organizzata, essa si divideva in tre comparti: posta estera, posta interna e posta militare, ogni reparto aveva i suoi censori che in base a regole ben precise cancellavano o ammettevano le missive, questa brutta prassi di sorveglianza includeva tutti gli italiani e la nostra Garfagnana non ne era esente, difatti in questo articolo esamineremo lettere garfagnine degli anni 1943-1944, gli anni più terribili della guerra in Garfagnana. Da queste lettere e specialmente dalle parti censurate possiamo vedere realmente qual'era lo stato d'animo dei nostri soldati che scrivevano a casa, si può anche leggere sopratutto lo stato in cui versava la popolazione nella nostra valle: i morsi della fame si facevano sentire e la disperazione aumentava ogni giorno di più, tutte queste notizie non dovevano pervenire nè al soldato,nè alla sua famiglia. Infine prima di presentare gli stralci di queste lettere censurate consentitemi un ultima annotazione e
lettera censurata
farei notare una differenza degli scritti nei due anni analizzati. Nel 1943 prevale lo sconforto di una guerra senza fine, la paura per la sorte dei figli e la preoccupazione per la scarsità di cibo. Nel 1944 le cose non migliorano,tutt'altro, il nervosismo aumenta, lo sbando e la confusione totale regna sovrana, la Garfagnana è diventata zona di guerra: alleati da una parte, tedeschi dall'altra e i partigiani sempre pronti all'azione. Naturalmente nel mezzo ci sta la gente comune che è quella che continua a soffrire maggiormente.


Brani di lettere censurate del 1943
  • Enrico Domenici Vergemoli al soldato Giulio Domenici arruolato nella Milizia Marittima d' Artiglieria: "Io qui non so come contenermi, le viti senza potare, i campi chi vuoi chi li vanghi, per era meglio se avevo abbandonato tutto. Chissà la Padrona quando vedrà che non possiamo fare nulla come la intenderà" Probabilmente lettera inviata dal padre contadino a suo figlio. La censura cancella questa frase per non far inquietare il soldato impegnato su un fronte delicato come quello siciliano
  • Bertoli Costante 39a Compagnia Genio a Bertoli Enny Pieve Fosciana: " Vorrei che finisse presto questa guerra per poter tornare fra di voi, ma certo se finisse presto la guerra si perde di sicuro e se si dovesse vincere ce ne sarebbe ancora per degli anni. Mi dispiace molto dover perdere questa guerra dopo tanti anni di sacrifici, ma continuare ancora come si fa? Io son già più che stufo di questa vita, si tira avanti anno per anno, senza mai finire" Brano di corrispondenza depennato perchè considerato disfattista e fuorviante
  • Salotti Francesco Aeroporto a Salotti Dora Fosciandora: Anche noi qua (Torre del Lago) ci aspetta un bel film Luce (bombardamenti), speriamo di no ma per quanto si vede...Anche Pantelleria e Lampedusa è stata occupata. Certo che il morale è un po' giù, ormai abbiamo la guerra in casa". Il censore si accanisce su questa lettera per due motivi: questa lettera da informazioni militari ai civili e in seguito infonde sfiducia fra la popolazione
  • Soldati italiani in Africa
  • Turriani Ernesto Pieve Fosciana a Aldo Turriani: " Io se avessi vinto al lotto non sarei stato così contento. Nel nostro Re e nel Maresciallo Badoglio ho avuto sempre grande fiducia e però speriamo che obbediamo senza reticenza alcuna. Sono sicuro che con coscienza lavoreranno per il  nostro benessere e del nostro Paese". Questa lettera fa riferimento alla caduta del fascismo avvenuta il 25 luglio 1943. Mussolini è stato posto in arresto per ordine del re, il nuovo capo del governo è Badoglio inviso ai nazisti che con ogni probabilità censurano (o fanno censurare) questa lettera inneggiante proprio a Badoglio e al Re
Brani di lettera censurati nel 1944
  • Gambini Olimpia Aosta a Carla Palizi Gallicano: "Sono due mesi che la roba con la tessera viene data a gocce, cioè l'olio ed i grassi in nessuna maniera. Al mercato nero trovi tutto ma a che prezzi" La censura non vuol far sapere che le razioni di cibo ormai stanno terminando
  • M Rossi Molazzana al figlio Rossi G. 106o Battaglione Genio: "Dai retta alla tua mamma e non ai compagni, sta fermo al tuo posto, non tentare un'altra volta la fuga, faresti male, ti mettono al muro". Dopo l'armistizio dell'8 settembre è il caos totale, le diserzioni sono migliaia, ma questo non deve essere conosciuto
  • Carabiniere Cassetti Mario, Tenenza Carabinieri Castelnuovo Garf. a Cassetti Vittorio Pola:" Vi faccio sapere che ieri ci hanno fatto fare giuramento e ci è toccato farlo tutti, anche quelli che non volevano". L'appena costituita Repubblica Sociale decise di rimpolpare i ranghi della Guardia Nazionale Repubblicana con circa quarantamila Carabinieri Reali. Il
    Castelnuovo G bombardata
    (foto Nicola Simonetti)
    censore qui non vuole far sapere che ci sono state forzature nell'arruolamento
  • T.F Filicaia a F.L Germania:" Attualmente lavoro nella strada di Arni sotto la direzione tedesca. In Italia comandano loro. Attualmente richiamano classi a tutto spiano. Chi si presenta chi no, dandosi al bosco a fare resistenza contro i repubblichini. Non si può più andare oltre le cose si mettono male". Non si deve far sapere che ormai i tedeschi hanno il potere assoluto e che il governo della Repubblica Sociale e assoggettato al volere nazista.
Ricordiamo che la censura continuò ben oltre il termine della guerra, per esempio al nord Italia la censura militare cessò alla fine del 1945, esclusa la zone "calda" di Trieste dove si protrasse ancora per molto tempo. Per la Germania esistono documenti censurati nel 1947! Alla fine di tutto voglio chiudere con un articolo della nostra Costituzione che Benigni a definito "la più bella del mondo"
Art. 21 della Costituzione
. Questo è l'articolo 21 e l'incipit così dice: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure...". Ma come ben si sa fra il dire e il fare...



Un ringraziamento particolare per questo articolo va all'amico e lettore del mio blog Francesco Saisi che gentilmente mi ha suggerito di scrivere questo pezzo. Grazie !!!