mercoledì 4 giugno 2014

Una lontana comunione del 1929.Cronaca di un semplice giorno di festa...

Maggio e giugno è tempo di Comunioni e questa è la storia di una lontana comunione del 1929.I tempi sono veramente cambiati adesso spendiamo soldi a palate per questo sacramento, quasi come se fosse un matrimonio, decine e decine di invitati,
il miglior ristorante, bomboniere, vestiti costosissimi per non parlare poi dei regali di parenti e amici, tutti di prima scelta...Ci mancherebbe altro è giusto festeggiare ,è giusto fare contento il bambino...Ma una volta era diverso, anche se i nostri nonni festeggiavano in povertà la dignità e la sacralità di tale festa era in prim'ordine.Questa come detto è la cronaca testimoniata in prima persona di una lontana comunione del 1929 di una bambina gallicanese..
"Era una domenica mattina del mese di giugno,non ricordo la data esatta.Il ricordo della mia prima comunione è uno dei più bei ricordi della mia vita.Rammento che la notte prima non riuscì a dormire molto,il pensiero che andavo a ricevere Gesù per la prima volta mi creava uno stato di emozione infinita.Tutto questo mi metteva dentro una trepidazione palpitante,avrei indossato l'abito bianco per la prima volta.La mia mamma l'aveva comprato con tanti sacrifici e con l'aiuto degli zii,addirittura avrei portato pure il velo spesso e ricamato come una mantiglia (n.d.r:mantellina di pizzo,di seta o di lana lavorata a mano),anche le scarpe sarebbero state bianche di tela, non di pelle perchè costavano troppo. Ci avviammo in chiesa, ricordo il parroco che mi comunicò era Monsignor Massimo Nobili (n.d.r: Pievano di Gallicano dal 1896).Rammento mio padre che mi  accompagnò all'altare,era bello mio padre,un lavoratore della terra,era alto quasi un metro e novanta e per l'occasione il babbo rispolverò il vestito dello sposalizio che indossava per le grandi occasioni.Al ritorno dalla Santa Comunione la mamma aveva preparato il pranzo e grande fu la sorpresa.La mamma per l'evento aveva comprato gli spaghetti alla bottega dell'Emma, era la prima volta in vita mia  che li mangiavo.Ci facemmo quindi per primo gli spaghetti al burro e di secondo eccezionalmente la carne di vitello,mentre ai dolci ci aveva pensato la nonna.Che felicità ! Allora non si potevano fare costosi regali ma io ero contenta ugualmente per quelle piccole grandi cose che mi avevano regalato: il libretto con la foderina di madre perla che mi sarebbe servito per andare alla messa,la coroncina, cose utili per la scuola.Una mia zia mi regalò
una borsetta bianca insieme a un vestitino di raso rosa ornato da dei bugnetti d'ape fatto con le sue mani ed infine un cappellino di paglia con le spighe di grano.Peccato che tutto sia passato, mi piacerebbe rivivere ancora quei momenti, mi piacerebbe rivedere ancora tante persone che non ci sono più..."
Storie di vita che appartengono ormai al passato...