mercoledì 18 giugno 2014

1751 a Gallicano arriva Padre Maurizio ...Il miracolo (vero) della caduta delle foglie in piena estate...

Padre Leonardo
mentre predica
 I fatti della vita spesso ci portano a dare delle priorità e in fatto di devozione dei santi i gallicanesi hanno le idee ben chiare: al primo posto naturalmente c'è San Jacopo, ma subito a ruota c'è un altro pio uomo che proprio nel nostro paese lasciò un segno indelebile, lui è San Leonardo da Porto Maurizio. Prima di arrivare al nocciolo della questione e del perchè questa persona sta tanto a cuore ai gallicanesi bisogna fare una doverosa premessa e partire proprio da quando il tempo era segnato da anni e anni di divisioni, lotte intestine, guerre e vendette, solo una cosa univa la nostra Garfagnana e l'Italia in genere: la religione e questo Papa Benedetto XIV lo sapeva bene, tanto da mandare in missione apostolica nei vari stati italiani, preti ma sopratutto frati per diffondere ancor di più la parola di Dio e di Santa Romana Chiesa. Correvano gli anni a metà del 1700 e fra questi predicatori vi era una figura che già odorava di santità in vita dal momento che si diceva che era già stato miracolato, quando nel borgo di Porto Maurizio (paesotto in provincia di Imperia) si ammalò di tubercolosi e dove nel giro di pochi anni guarì per l'intervento della Madonna, questo frate francescano era proprio padre Leonardo da Porto Maurizio al secolo Paolo Girolamo Casanova, che fin da giovane sentì la vocazione di predicare la parola di Dio in tutto il mondo, proprio in tutto il mondo, difatti la sua prima richiesta fu quella di fare il missionario in Cina, il cardinal Colloredo a questa esigenza così gli rispose: - La tua Cina sarà l'Italia !-, tale affermazione se si vuole fu anche giusta dal momento che alla fine del seicento l'Italia aveva abbastanza miserie e sufficienti disgrazie per essere considerata terra di missione. Cominciò così il suo girovagare per la nostra bella penisola, folle oceaniche accorrevano per sentire la sua parola, la sua predicazione incantava e impressionava allo stesso tempo, richiamava i fedeli alla penitenza e spesso la gente scoppiava in lacrime davanti alla drammaticità di certi momenti, era infatti cosa abbastanza abituale che frà Leonardo si sottoponesse a volontari tormenti, ponendo la sua mano sulle fiaccole accese, oppure arrivava perfino a flagellarsi a sangue, d'altronde come diceva lui “anche l'altro suppliziato pendente dalla Croce aveva sofferto per il nostro bene”. Sant'Alfonso de' Liguori lo definì senza esitazione “il più grande missionario del nostro secolo”, tanto è vero che la sua sua fama raggiunse anche i livelli più alti della scala sociale, era talmente grande da essere richiesto per intercessione papale dai regnanti dell'epoca, come quelli della Repubblica di Genova, ma il suo pensiero era sempre rivolto a quei posti sperduti ed inospitali del nostro Paese e nel suo peregrinare Padre Leonardo giunse anche in un remoto paese della Garfagnana, strategicamente importante perchè posizionato in modo da accogliere i fedeli di ben tre stati: Lucca, Firenze e Modena. Questo piccolo paese era Gallicano.                                         

" Conforme all'ordine avuto dal Santo Padre portò Leonardo la Divina Parola a Lucca ed in ogni luogo di quella Republica,dove predicò fece ammirabili frutti, di comporre antiche e notorie inimicizie,di togliere pubblici concubinati,e di ridurre anime a Dio,così fece a Camaiore e a Brancoli ,dopo di che passò a Gallicano dove chiamati i popoli confinanti di Modena,di Barga di Firenze fu tale il concorso che bisognò formare due ponti sul fiume Serchio  per agevolare il passaggio dei  concorrenti che formarono il numero di trentamila persone..."
il luogo del miracolo
 Santa Maria a Gallicao

                                  Ebbene si!...Avete capito bene. Alla predicazione di Padre Leonardo giunsero ben trentamila persone da ogni dove della valle e non solo, infatti come letto in precedenza fu necessario costruire due precari e provvisori ponti sul Serchio per agevolare il defluire di migliaia e migliaia di fedeli. Il più bello però doveva ancora accadere e la folla che accorse non rimase sicuramente delusa...è bene sottolineare che terra di miracoli non siamo mai stati in nessun senso e in nessun caso, ma quel giorno di agosto del 1751 rimase veramente mirabolante e stupefacente.
Padre Leonardo compì un vero prodigio, anzi chiamiamolo con il suo nome, un vero e proprio miracolo (infatti è riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa) quando in località Pianiza (o Pianizza) nei pressi della chiesa di Santa Maria in Gallicano, fu compiuto il cosiddetto “miracolo della caduta delle foglie in piena estate”, destando forte emozione fra la moltitudine di persone.
Si narra che frà Leonardo giunto nel pieno fervore del suo discorso esortò i devoti a pentirsi dei propri peccati con queste parole:
"Guardate fratelli e sorelle come cadono le anime all'inferno"
la lapide sul
 campanile di
 San Jacopo 
all'istante tutte le verdi foglie degli alberi della radura circostante caddero al suolo, figuriamoci lo stupore delle persone a tale evento, la gente cominciò ad inginocchairsi, a pregare e a piangere . Oggi a ricordare il miracolo ai piedi della torre campanaria della Chiesa di San Jacopo è posta una lapide messa nel 1958 dal “Circolo culturale Tognotti” in ricordo di questo portento e così dice: “Clero e popolo di Gallicano a perenne ricordo della missione predicata all'aperto nel 1751 in questa parrocchia da San Leonardo da Porto Maurizio e della prodigiosa caduta delle foglie dagli alberi circostanti, a conferma del gran numero da lui annunziato di anime che precipita all'inferno”. Reliquie del santo (fra le quali il suo bastone) donate da lui stesso al paese di Gallicano proprio quel giorno sono ancora fra noi e sono costudite gelosamente in una teca nella canonica di San Jacopo.
Quel giono di agosto fu la sua penultima predicazione, pochi mesi dopo consumato dalle fatiche missionarie venne richiamato a Roma dove tenne la sua ultima predica al cospetto del Papa. Padre Leonardo morì a Roma nel convento di San Bonaventura il 26 novembre 1751, accorsero i soldati per tenere indietro la folla piangente.
Perdiamo un amico sulla terra - disse Papa Lambertini – ma guadagniamo un protettore in cielo” e chissà se da lassù un occhio benevolo lo darà anche su Gallicano.