martedì 18 novembre 2014

La Fortezza di Mont'Alfonso nata sulle ceneri di un piccolo paese...Ecco la sua storia

La Fortezza di Mont'Alfonso (foto di Daniele Saisi)
Di solito quando siamo in un posto non pensiamo mai a quello che quel luogo è stato in passato. Siamo abituati a vivere il momento e non è nostra abitudine guardarci indietro. Questa brutta consuetudine ci porta a dimenticare il valore dei luoghi, ci porta a non avere una memoria storica e a prendere tutto con superficialità. Questo effetto l'ho riscontrato in particolare su uno dei nostri monumenti garfagnini per eccellenza, un vero e proprio gioiello recuperato in tutto l'antico splendore  e sto parlando appunto della Fortezza di Mont'Alfonso a Castelnuovo Garfagnana. Oggi questo luogo è adibito a feste di tutti i generi,sfilate di moda, cene a tema e anche eventi culturali,tutto interessante, gioioso e simpatico, ci mancherebbe altro e non mi prendete per un intransigente (è anche così che si riscoprono e si valorizzano le cose), ma non è una bugia quando dico che molti dei suoi abituali avventori non sanno niente della storia di questa fortezza e mi piacerebbe renderli consapevoli dell'importanza e del valore di questo posto e senza alcuna presunzione vorrei raccontarvi la sua storia.
L'interno della fortezza
 (foto Route 324)


Era l'epoca in cui Castelnuovo aveva per "padrone" gli Estensi e siccome i rapporti con il vicinato lucchese non erano così idilliaci si sentiva sempre di più minacciata e viveva nella paura di essere messa a ferro e fuoco dai nemici. Eravamo intorno al 1570 e la posizione geografica della cittadina non avrebbe permesso una lunga resistenza e la scarsa capienza del castello non permetteva di ospitare per lungo tempo la popolazione e così dopo molte insistenze,richieste e sopratutto dietro un contributo di ben 30.000 scudi da parte dei castelnuovesi stessi il duca concesse il permesso di edificare una fortilizio. Ma quale posto scegliere? La scelta cadde su un colle prospiciente Castelnuovo, sopra di esso però vi era però un piccolo borgo chiamato Monti, il piccolo paesello annoverava già una chiesa intitolata a San Michele e San Pantaleone (già citata in documenti d'archivio del 1045) e alcune case, ma la decisione era ormai presa, il piccolo borgo sarebbe stato inglobato all'interno delle mura della nuova fortificazione, la posizione era perfetta non si poteva rinunciare.Dal colle si dominava tutta la valle e la via che lungo il Serchio portava ai valichi appenninici. I lavori cominciarono nel 1579 e il progetto venne affidato a Marco Antonio Pasi (tanto per capirsi questo architetto estense era considerato all'epoca come un Renzo Piano oggi...) e terminarono nel 1585. A cotanta inaugurazione partecipò in persona il Duca Alfonso II d''Este e per tutto dire tale fortezza che dai castelnuovesi era stato deciso di chiamarla "San Pantaleone a Monte" (in omaggio all'antica chiesa li situata e in connubio con il nome del piccolo borgo preesistente) il duca impose che fosse intitolata a se stesso e nacque così quella che ancora oggi è chiamata "la Fortezza di Mont'Alfonso".Comunque sia era un opera di tutto rispetto,più di un chilometro di mura (1150 metri), sette baluardi collocati in modo asimmetrico per adeguarsi alle caratteristiche del terreno, otto posti di guardia. Al suo interno erano collocati gli edifici destinati alle truppe e agli ufficiali (oggi ne rimangono solo sette), una grande cisterna
La Pianta della Fortezza
per la raccolta dell'acqua piovana,una rimessa per i viveri, una casamatta sotterranea, carceri e nel 1617 venne costruita una fonderia da cannoni.Si racconta inoltre fra leggenda e verità che ci dovrebbe essere un cunicolo che la collega con Castelnuovo.Gli anni passavano e nel 1805 con le conquiste napoleoniche la fortezza cambiò padrone con la creazione del Ducato di Lucca e Piombino che sancì di fatto la riannessione della Garfagnana a Lucca. Questi lucchesi però non sapevano che farsene di questa fortezza visto gli enormi costi di manutenzione e decisero così di venderla al miglior offerente e così fu, ma la parentesi durò poco. Napoleone fu sconfitto a Waterloo ed esiliato a Sant'Elena e tutto tornò come prima e così anche a Castelnuovo ritornarono sulla scena i vecchi "proprietari" della fortezza, gli Estensi che se la ripresero senza se e senza ma.Ormai però spiravano venti di pace e tranquillità su tutta Europa e così anche a Castelnuovo e dopo gli sconvolgimenti napoleonici e l'avvento di una certa stabilità politica sulla fortezza si allentò anche il controllo militare. Era il 1830 testimonianze riportano che ormai la maggior parte degli edifici era pericolante e gran parte del terreno interno alle mura era stato trasformato in campi coltivati e luogo dove far pascolare le pecore. Allora venne così destinata ad ospitare solamente la IV Compagnia dei Reali Cacciatori
Vecchia foto della Fortezza quando
 ormai era diventato luogo dedito
 anche all'agricoltura e all'allevamento
(Collezione Fioravanti)
ripristinando soltanto due edifici.Arrivò anche Il nuovo secolo e segnò ancora una volta il passaggio di Mont'Alfonso in mano ai privati.La famiglia scozzese  Bechelli
(di chiara origine italiana)la acquistò e ne fece la propria residenza estiva, trasformando di fatto le prigioni in una graziosa villa liberty. Ma purtroppo le mille vicissitudini  per la fortezza non terminarono qui. Già il mantenere il tutto era difficile ma poi il famoso terremoto del 1920 dette un importante accelerazione al processo di degrado.Arrivò anche la seconda guerra mondiale e la fortezza fu disgraziatamente sede di domicilio coatto per numerose famiglie ebree mandate al confino a Castelnuovo in attesa dei formi crematori di Auschwitz (solo in tre si salvarono); ma il colpo di grazia alla fortificazione fu dato dai bombardamenti del 1944-45 che non  la risparmiarono causando danni su danni. Ormai i proprietari della famiglia Bechelli  cedettero,loro non ce l'avrebbero fatta a sostenere i costi di un restauro totale e 
la villetta in stile liberty dei Bechelli
mandare alla malora una tale opera sarebbe stato un delitto e così il primo novembre 1980 fu rogato l'atto di compravendita fra gli eredi della famiglia e la provincia di Lucca. I periti incaricati a redigere una relazione parlarono di un luogo che ormai versava in pessime condizioni,alcuni edifici erano completamente diroccati, insomma 
un vero disastro. Oggi come detto la fortezza è di proprietà della Provincia di Lucca che ha  promosso fra l'altro un programma di indagini archeologiche e restauro, inoltre se così si può dire è un prolungamento di Castelnuovo stessa, oggi è un luogo di promozione turistica e culturale...insomma la Fortezza è tornata a vivere.