sabato 17 maggio 2014

Il tesoro nascosto di Valle (San Romano)... e la sua mappa

Sa Romano Garfagnana
La Garfagnana nei secoli scorsi viveva una complessa situazione politica,le continue lotte tra paese e paese,le disastrose scorrerie armate che nei secoli passati imperversavano per ogni dove saccheggiando,incendiando campagne e luoghi abitati,la nessuna sicurezza e il non rispetto per gli averi e la vita altrui facevano si che le classi più ricche tenevano la maggior parte delle loro ricchezze in modo che potessero essere nascoste in maniera che non potessero essere nè trafugate nè quantomeno trovate con facilità....Di qui al credere alla possibile esistenza di tesori tutt'ora nascosti in località ignorate e forse ancora li rimasti,vuoi per la prigionia,l'esilio,la morte dei reali padroni il passo è breve.La Garfagnana così come altre zone in Italia ha le sue storie che corrono sulla sottile linea che divide la realtà dalla leggenda.Vi è una in particolare fra le tante (che col tempo andrò a raccontare) molto speciale per la trama che ha con reali attinenze storiche.Ci troviamo dunque a Valle un piccolo paese oggi disabitato nel comune di San Romano e tutto gira intorno a un architrave cuspidato.Si dice che rappresentato su questo architrave vi sia una mappa di un tesoro nascosto... è bene quindi dare una spiegazione alla singolare scultura rappresentata sopra di esso.La scena mostra in primo piano la cinta muraria di un castello quasi sicuramente trecentesco. All'interno del castello ai fianchi della torre dominano l'azione  due guerrieri, il soldato di sinistra tiene con entrambe le mani una lancia piantata in terra su cui è fissata una bandiera, quello di destra sta imbracciando uno schioppo,sembra prendere la mira per sparare.
L'architrave in question con l'intera
immagine dell'eventuale
 mappa del tesoro
Quale fatto però l'autore abbia voluto rappresentare non si sa bene anche se si potrebbe trattare di una guerra avvenuta in Garfagnana verosimilmente verso la metà del XV secolo  fra i fiorentini ( o le comunità ad essi alleate) per la conquista del suddetto castello ghibellino (n.d.r:vedesi guerre di conquista fra Firenze,Lucca, Estensi e Malaspina:1440-1446).Però tutto questo parrebbe che sia un ipotesi di facciata perchè come detto questa scena nasconderebbe una mappa di un ipotetico tesoro.I più anziani di Valle hanno tramandato oralmente che nel paesello era stato costruito un grande castello.I ricchi castellani sentendosi minacciati continuamente da tutte queste guerre decisero di nascondere in gran segreto il loro patrimonio nell'angolo più sperduto di Valle e per non dimenticare l'ubicazione a loro stessi  e alla prossime loro generazioni si premunirono di far scolpire su un architrave di una finestra una sorta di mappa.La chiave di lettura di questa mappa  però è ben semplice basta guardare con attenzione il punto preciso in cui punta la canna del fucile
il particolare del soldato con il fucile
 che prende la mira
il soldato per avere le informazione necessarie per l'individuazione delle ricchezze.Il resto della composizione è frutto della fantasia fatto ad arte per confondere le acque.Purtroppo come detto le guerre imperversarono e la rocca fu distrutta.I castellani nella battaglia morirono rivelando ai propri consiglieri il segreto,ma non fu possibile recuperare il patrimonio proprio perchè con la distruzione del castello l'architrave era stato spostato e quindi il soldato non sparava più nella solita direzione.I secoli passarono e in realtà qualcuno tentò di recuperare il tesoro, negli anni 30 del secolo scorso un gruppo di amici di Valle e dei paesi vicini tentò l'impresa,ritenendo di aver individuato il punto esatto.Secondo studi fatti scavarono e cercarono per notti e notti febbrilmente.Il bottino sembrava veramente a portata di mano, a quanto si diceva in paese qualcosa era già stato trovato,ma non si sa cosa andò per il verso sbagliato fatto sta che gli amici di Valle abbandonarono il sito e anzi non vi fecero nemmeno più ritorno...e il mistero continua tutt'oggi...e chi volesse farsi avanti faccia pure...


L'articolo trae notizie da uno studio della Signora Lorenza Rossi in collaborazione con la Banca dell'Identità e della Memoria