mercoledì 21 maggio 2014

Silvano Valiensi:partigiano,maestro e... poeta

Nella foto:: da sinistra Silvano Valiensi,
 poi Alberto Piccinini,il mio babbo Marzi Leonello,
 mentre quello accosciato è Giancarlo Piccinini sulle Alpi Apuane
Questa volta  straordinariamente questo post vuol essere un omaggio mio individuale ad una persona a me cara,come era cara al mio babbo e alla mia mamma sua collega nel difficile mestiere dell'insegnamento.Ho avuto il piacere di conoscerlo di persona, di averlo frequentato e di aver condiviso con lui lunghe discussioni,dal momento che avevamo la stessa passione per la solita squadra di calcio.Silvano Valiensi era una persona che tutti a Gallicano amavano per la sua bonarietà-burbera dei vecchi maestri elementari di una volta, per tutti infatti era ancora "il maestro".La sua, una vita spesa in gioventù nel gruppo Valanga (formazione partigiana garfagnina), poi nella scuola  dove si dedicò all'insegnamento con entusiasmo e poi su tutto il suo grande amore per le Apuane che adorava scalare, ed infine la poesia,interesse quasi sempre celato,mai pubblicizzato tranne alcune apparizioni ai concorsi poetici come il "Boccabugia" di Vergemoli o a Coreglia.La settimana scorsa infatti è stato presentato in Comune a Gallicano il libro postumo  di Silvano "Faccio versi così, come si canta quando qualcosa dentro mi fa male" un libro di poesie nato grazie anche alla nipote Martina che ha conservato gelosamente più di 300 poesie dopo la morte del nonno, libro appunto che lo stesso Mario Lena (scrittore) nella presentazione lo ha definito un grande libro per un grande poeta.Sono poesie che ricordano la storia,l'amore per la  nostra valle,narrate attraverso storie di guerra,storie di vita,fatti di cronaca,praticamente un vero spaccato di storia scritto in versi,scritto  a volte in maniera dissacratoria e divertente altre invece con il sentimento del
poeta.Caratteristica principale alcune poesie sono elaborate in italiano e in altre nel nostro dialetto.Ques
Il libro di poesie postumo
 di Silvano Valiensi
ta poesia che vado a pubblicare si intitola "Garfagnana" ed è bellissima,scritta in dialetto e brevemente spiega al garfagnino attuale  tutte le bellezze della sua terra e gli ricorda di come una volta i suoi avi campavano con "pogo o gnente" mentre adesso avverte che abbiamo dimenticato tutto e si è dimenticato sopratutto quello che hanno passato i nostri nonni o genitori per far sì che oggi si stia agiatamente e di fare attenzione di non dimenticare,di conservare la memoria perchè sennò "artorneranno'n fretta invece de' turisti gli sfollati..."


Garfagnana

Anch'oggi,come glieri,hai per corona
quei gioglielli ch'edenno l'Apuane
sei vistita di boschi ed aria bona,
ricca di selve,fresca di fontane

T'inciucchi 'gni stagion co' gli odori
de' funghi,freschi,fragole,lamponi
e ti sveglino all'alba co' su cori
sopre i castagni passore e pincioni

Sei bella co' tu laghi artificiali,
co' tu' torrenti che guizzin trote,
co' fiori ch'enno sopre i davanzali,
co' l'aquila, che che 'n celo fa le rote

Di giorno pai dipinta da 'n pittore
a buglio drento 'l lume de la luna
t'addormi stanca,e 'l rintoccà de l'ore
ti fa la nanna, nela notte bruna

Da sempre sei cusì;ma la tu gente,
ormai s'è scorda tutto 'l su passato
quando tiraimo avanti a pogo o gnente
co' le nosse speranza nel metato

Oggi non porta più scarpe co' chiodi
nè le calze di lana,il garfagnino,
speriamo almen, che questo godi-godi
si possi conservà 'l cervello fino

Però se a camminà sopre gli specchi,
la situazione gli scapperà di mana
artorneremo tutti ai santi vecchi
e un si buggiorerà la Garfagnana

Come 'na volta si darà castagne
per la polenta, cagio e formentone;
per scaldassi le legne del le fagne
e gli scartocci per impi' 'l saccone.

Forsi,San Pilligrin l'ha benedetta
e noaltri sian nati affortunati,
ma se va male artoneranno 'n fretta
invece de' turisti gli sfollati...

e allora come fecino 'n passato
le nostre gente ricche o poveracce
tireran fora quel che Dio gli ha dato,
faranno a mezzo, e gli apriran le bracce

                                                                     Silvano Valiensi