sabato 3 maggio 2014

"Presto si muore"...La vita nelle carceri di Barga

Come sono oggi le carceri di Barga
Sono sempre d'attualità le condizione delle carceri italiane,della fatiscenza di questi istituti e del loro sovraffollamento ci sono discussioni in parlamento a non finire.Ma io voglio raccontarvi come si viveva nel Palazzo Pretorio di Barga, le carceri cittadine in uso dal XIII° secolo fino agli anni 30 del 900.Questi luoghi videro passare in 600 anni di storia manigoldi di tutti i tipi truffatori,ladri e assassini, che in alcuni casi venivano portati al patibolo della Giuvicchia,luogo dedicato alle esecuzioni capitali (almeno fino al 1786 quando il Granduca di Toscana abolì tale pena).Questo documento è risalente al 1755 e denota come certe carceri dell'epoca non fossero proprio quello che si intende un Grand Hotel Excelsior.Il documento apre così: "Il Comune mediamente spende 16 soldi al dì per ogni carcerato più una candela per la notte. All'ingresso in carcere hanno un boccale per bere.Il vitto viene da fuori, da certe osterie di Barga che lo portano in consegna al caporale Niccolò Niccolini che a sua volta lo passa ai condannati. I carcerati durante la giornata per circa un ora prendono aria nel piccolo giardino che si affaccia su Via della Speranza.Passato il tempo sono ricondotti nelle opprimenti e umidissime celle. Le celle hanno una massiccia porta d'ingresso con spioncino,nel muro che sta di fronte c'è in alto una finestrella a doppia
"Presto si muore" questa scritta
è stata ritrovata
all'interno di una cella
sicuramente è quella di
un condannato a morte 
inferriata,all'interno è disposto un tavolo e un lettino pensile fissato con due catene al muro.Durante l'inverno è pensabile si passi ai carcerati uno scaldino dal quale ritengono piccoli carboni i quali serviranno per scrivere messaggi in libertà sui muri.Per i bisogni corporali viene portato il cantero (n.d.r :vaso cilindrico in metallo con manici e coperchio usato per i bisogni corporali) oppure condotti nei luoghi comuni.Per la pulizia delle carceri vi pensa tale Orazio Grifoni il quale pulisce forse ( e sottolineo forse...) le prigioni vuote e non quelle occupate e ogni volta percepisce due lire di compenso.Unico momento di svago è alla domenica quando i carcerati vengono scortati alla messa che si tiene per loro al S.S Crocefisso però a porte chiuse." Questo svago domenicale durerà fino al 1821 quando all'interno delle carceri verrà allestito un'altare dal quale officiare la Santa Messa che sarà visibile dalle celle tramite spioncino... 

Anche questa una bella pagina della vita che fu...

L'interno di una cella barghigiana