mercoledì 11 marzo 2015

Il muro conteso:"Il Muraccio" di Pieve Fosciana.La barriera che divideva due stati,Lucca da Modena...prima ancora del Muro di Berlino

Il "Muraccio"  oggi a Pieve Fosciana
Prima del Muro di Berlino, prima della Peace Lines di Belfast,prima della barriera di separazione fra Palestina e Israele, prima di tutti questi c'era il "Muraccio" di Pieve Fosciana.La costruzione di muri e muraglie a scopo difensivo e di separazione risale alla notte dei tempi,quando per proteggere il proprio popolo e territorio da possibili invasori, re e imperatori facevano innalzare grandi barriere di pietra che arginassero gli eserciti nemici e così fu anche in Garfagnana,anche noi abbiamo avuto la nostra "muraglia cinese",il nostro bel muro che è meglio conosciuto proprio come il "Muraccio",innalzato a difendere e a dividere i territori lucchesi di Castiglione Garfagnana da quelli estensi e oggi è ancora li;per i più è solo un anonimo muro senza significato, ma per dirimere la questione 400 anni fa intervenne addirittura l'imperatore.Prima però di addentrarci nel particolare, per meglio capire la vicenda bisogna partire da un po' più lontano. 
Modena e Lucca oggi sono due città  probabilmente molto simili,due città della buona provincia italiana.Nel 1603 invece all'epoca dei fatti non potevano che essere più diverse.Modena era la capitale dei domini estensi,Lucca era una repubblica.Da una parte i nobili di corte passavano il tempo a "giocare" con le armi e ad inscenare duelli, dall'altra invece una ristretta élite di famiglie patrizie per la maggioranza banchieri (tanto per cambiare...),gestiva il
potere in modo molto più austero.Tanto per intendersi era diverso anche il modo di concepire la conquista, da parte modenese più si ingrandiva il regno e meglio era, senza badare tanto per il
Il groviglio di stati...
Modena (e la Garfagnana),Lucca e Firenze
(mappa del 1844)
sottile,mentre Lucca quando cercava di intraprendere qualche guerra lo faceva in modo oculato e sceglieva quei territori da conquistare ricchi di materie prime o posizionati strategicamente da favorire scambi e commerci e in mezzo a tutto questo c'era la Garfagnana ancorata a concezione di vita ed a ordinamenti piuttosto medievali.Agli Estensi la Garfagnana non piaceva moltissimo, mandavano a ricoprire cariche governative tutti gli amministratori di poco valore o caduti in disgrazia come il povero Ariosto o quel pazzo di Alfonso III, il duca che si era fatto frate dopo la morte della moglie Isabella di Savoia sfiancata da ben 14 parti. Da parte garfagnina invece i modenesi piacevano certo più dei lucchesi,la ragione è fin troppo ovvia ed è di questione fiscale, per i lucchesi vigeva un sistema tributario molto rigoroso e oneroso, mentre Modena era molto più "liberale" da questo punto di vista, essi erano interessati a riscuotere una somma periodica da ripartire a piacimento dei garfagnini stessi e spesso tale somma veniva pure negoziata. Un bel giorno Lucca però fece due conti (per dirla in parole povere) e vide che non tornavano, nonostante i numerosi tributi che affliggevano la Repubblica Lucchese, bisognava rimpinguare le casse dello stato.Come fare? Cercando di fare guerra agli Estensi, conquistando qualche suo possedimento in modo così da avere più sudditi sotto di se su cui applicare le tasse,l'equivalenza veniva facile:più sudditi, più tasse, uguale soldi...In Garfagnana sotto Lucca c'era la Vicaria di Castiglione, praticamente era rimasta quest'isola lucchese, quasi un enclave nel mezzo di tutta a provincia Estense,tuttavia però Castiglione rimaneva potente militarmente e toccò a lei l'improbo compito di fronteggiare le truppe modenesi per conquistare qualche lembo di Garfagnana estense.Per qualche tempo si durò a punzecchiarsi reciprocamente, qualche fucilata da un confine all'altro, qualche scaramuccia e man mano però che gli anni passavano la cosa si faceva sempre più pesante, i morti incominciarono ad essere numerosi e gli assedi molto lunghi, quella terra di confine fra Castiglione (lucchese) e Pieve Fosciana (estense) era diventato un luogo da evitare, la vita non si poteva più svolgere regolarmente neanche per la povera gente. A un certo punto (siamo nel 1613 circa) un
Mattia d' Asburgo
Imperatore del Sacro Romano Impero

garfagnino (anzi più di uno...) di simpatie estensi e che sopratutto non aveva voglia di pagar fior di quattrini di tasse agli esosi lucchesi ebbe la bella pensata di tirar su un bel muro e così una bella mattina i soldati lucchesi se lo trovarono letteralmente tra i piedi senza saper più che fare.Le scorribande fra i contendenti smisero, ma però la Repubblica di Lucca non la prese benissimo e scrisse così una lettera di protesta ufficiale nientepopodimeno che all'imperatore del Sacro Romano Impero Mattia d'Asburgo in persona,che continuava ad avere giurisdizione in materia di confini. Mattia aveva però altro a che pensare (siamo nel periodo poco prima della Guerra dei Trent'anni) e non voleva questa grana tra i piedi, però l'imperatore sapeva bene che la penisola italiana era un groviglio di staterelli, principati, ducati, tutti alleati con le maggiori dinastie europee e accontentare l'una o l'altra parte si correva il rischio di inimicarsi una importante casata, cosa da evitare assolutamente alla vigilia di una guerra...e decise quindi insieme ai suoi giuristi di fare come Ponzio Pilato, decise "di lavarsene le mani e i piedi",optò per una soluzione che accontentava tutti e allo stesso tempo nessuno. Si deliberò che questo muro andava si abbattuto,ma non adesso,bisognava misurare, bisognava verificare di persona, insomma i giuristi imperiali prendevano tempo in attesa dello
Vecchia mappa del "Muraccio"
scoppio della guerra che sicuramente avrebbe fatto dimenticare tutto e così successe,nel 1618 la Guerra dei Trent'anni ebbe inizio e tutto passò in secondo piano, addirittura con il tempo a guardia del muro fu costituita una guarnigione militare estense.Ora che l'Italia è unita a ricordare quel mucchio di pietre sono solo gli studiosi e gli appassionati di storia, pensare che fu un vero e proprio caso di politica internazionale, alla vigilia di un tumultuoso periodo. Eppure quello era un confine fra due stati, due culture e due mondi completamenti diversi che però permise agli abitanti di attraversare senza troppi danni tutti gli anni successivi senza scorribande, agguati ed attentati che avevano rovinato la vita a molti.