mercoledì 29 luglio 2015

Gli antichi garfagnini: gli Apuani,la loro lunga storia dal delta del Rodano,fino alla deportazione nel Sannio.

Guerriero Apuano
Non sarà sicuramente questo articolo ad essere esaustivo per quanto riguarda questo soggetto che andrò a trattare, tengo subito a dirlo, lungi da me, ci mancherebbe altro.La materia è troppo ampia e questo vuol essere solo "un aperitivo" per chi vuole approfondire di più questo argomento.Fatta questa doverosa precisazione, oggi quindi conosceremo meglio un popolo fiero e indomito, piegato solo (e con fatica) dall'esercito romano, a quel tempo il più potente del mondo.Raccontiamo così degli antichi abitanti della Garfagnana: i Liguri -Apuani. Qui in questo blog abbiamo sempre trattato delle loro leggende,dei loro usi e costumi mentre questa volta andremo a conoscerli un po' più in profondità e andremo a scoprire l'origine dei nostri antenati.
La loro genesi è lontanissima si parla già che abitassero le nostre zone già dall'età del rame (tanto per capirsi 3000 anni prima di Cristo).Originari forse del delta del Rodano (nel sud est della Francia), furono spinti qui a sud dal sopraggiungere di altre popolazioni e si stanziarono fra Arno e Magra, ma soprattutto sulla fascia collinare e montana dell'entroterra.Bisogna subito però fare delle differenze per ben capire la loro struttura sociale.Essi facevano parte di un unica cosiddetta "nazione" chiamati appunto liguri che a sua volta si suddivideva in più di 30 tribù, fra le più importanti gli Statielli nella zona di Alessandria , i Tigulli nella riviera ligure di levante,gli Ingauni nella zona di Albenga, gli Intimilii nella zona di Ventimiglia, i Friniati fra Modena e Reggio ed i nostri Apuani. Gli Apuani stessi vengono considerati a giusto modo appartenenti al gruppo ligure orientale ricco di influenze celtiche, non potevano però correttamente definirsi un popolo, come le loro tribù "cugine" che disponevano di città e di vere e proprie capitali come Album Intemelium, Taurasia, Genua e avevano per di più  anche un'economia avanzata.I nostri avi è bene chiarirlo furono da subito un popolo bellicoso e con un senso del sacro non indifferente.Avevano un fortissimo senso magico-religioso della vita, convinti
Elmo Apuano
dell'esistenza di forze sovrumane e invisibili, forze che facevano parte di ogni cosa, che dovevano essere controllate dalle tribù attraverso una serie di rituali, sacrifici e simboli, indispensabili per vivere in armonia con le forze naturali del mondo e delle severe montagne circostanti. Erano

privi inoltre di qualsiasi organizzazione di tipo statale e vivevano in tribù, la loro struttura sociale era dovuta in particolar maniera dalla conformazione del terreno della nostra valle, basavano la loro economia prevalentemente sulla pastorizia transumante e quindi parzialmente nomade, ed inoltre incrementavano le loro attività con periodiche scorrerie a scopo di rapina ai danni delle popolazioni più avanzate. Gli Apuani non arrivarono mai, come detto ad avere una capitale o delle città vere, il territorio era diviso in "conciliabula", unità territoriali composte a loro volta da castellari, villaggi fortificati temporanei o permanenti posti su alture (n.d.r:oggi vediamo così messi molti paesi della Garfagnana) dove la popolazione si rifugiava in caso di attacco da parte dei nemici, intorno a questi castellari gravitavano un certo numero di vici (villaggi), dove veniva praticata un agricoltura rudimentale. Ma c'era poco da fare per "sbarcare il lunario" viste le grosse difficoltà per coltivare rimaneva un'unica soluzione per loro:fare guerra e razzie, essi vivevano infatti in una vera e propria società organizzata per una guerra permanente. Gli etruschi in queste zone nel periodo della loro massima espansione trovarono una guerriglia implacabile che ne arrestò l'avanzata, ma non solo, gli Apuani insieme ai loro amici Friniati decisero di attaccarli in casa loro, posizionandoli definitivamente sulla riva meridionale dell'Arno.Rari furono anche gli scambi commerciali fra queste due nazioni tanto
La zona dei liguri apuani
diverse.Ma nella leggenda e nella storia rimarranno sempre le guerre contro Roma.Le asprissime lotte furono descritte magnificamente da autori classici latini e greci,su tutti Tito Livio (n.d.r: storico romano) che rimase colpito dalle tempra e dalla tenacia degli Apuani e scrisse che in terra apuana i legionari avrebbero trovato "armi e solo armi ed un popolo che nelle armi aveva riposto ogni speranza".Virgilio parla dei robusti Apuani "avvezzi alla fatica" e ci narra anche di un guerriero di nome Cupavo, figlio del Re ligure Cigno, che delle penne di tale uccello aveva adornato l'elmo(per la leggenda bellissima leggi:http://paolomarzi.blogspot.it/2014/09/fra-leggenda-e-realtala-storia-di.html).Tornando alle guerre con Roma i primi scontri iniziarono nel 234 a.C per la conquista della zona di Lucca.In seguito ad un periodo di lotte ad esito incerto gli Apuani inflissero una clamorosa sconfitta ai romani.Nel 186 a.C il console Marcio con il suo esercito fu travolto,quattromila uomini uccisi, molti prigionieri,armi ed insegne gettate alla disperata tanto che, sempre Tito Livio scrisse l'ormai famosa frase:"...si stancarono prima i Liguri di inseguire che i Romani di fuggire..."(per la battaglia leggi:http://paolomarzi.blogspot.it/2014/05/meglio-dei-300-spartani-quando-gli.html).Alla fine di ogni battaglia,braccati dalle legioni romane gli Apuani tornavano a rifugiarsi fra i monti garfagnini, per poi ridiscendere nei momenti favorevoli per nuove spedizioni o razzie nel modenese, nel bolognese e nel pisano (Pisa stessa subì un lungo assedio apuano).Roma ne aveva però le tasche piene di questo barbaro popolo che teneva in scacco il più potente esercito del mondo e decise una volta per tutte di mettere la parola fine a questa storia decidendo per la più drastica delle soluzioni:la deportazione di massa.Nel 180 a.C i consoli Publio Cornelio Cetego e Marco Bebio Tanfilo presero prigionieri ben quarantamila apuani,fu una guerra totale, villaggi incendiati,bestiame ucciso e sempre nello stesso anno il nuovo console Flavio Flacco assaltò gli Apuani nei pressi del fiume Magra e ne catturò altri settemila.Si parlava di probabili tradimenti, di inganni e di atrocità perchè di solito Tito Livio sempre preciso e pignolo, non dice mai esplicitamente come i romani riuscirono a deportare una popolazione senza che mai avessero vinto una battaglia vera e propria.Cominciò comunque una lunga marcia di trasferimento nel Sannio (n.d.r:oggi la zona si estende su gran parte del Molise e sulle aree limitrofe dell'Abruzzo e della Campania)),così in breve tempo si poterono insediare i nuovi e fedeli coloni romani, incentivati economicamente da Roma stessa a occupare queste nuove terre.Ma come si suol dire non tutte le ciambelle riescono con il buco e così fu che alcune comunità di Apuani sopravvissero ancora nelle nostre montagne, nonostante tutto per un quarto di secolo, ancora ci furono ancora incursioni apuane tanto da rendere Luni in una situazione quanto mai precaria e difficile.Nel 155 a.C si
Rievocazione storica:
scontro fra romani e apuani
risolse una volta per tutte con la vittoria decisiva dei romani, il console Marcello,ebbe l'onore del trionfo e i nuovi coloni romani di Garfagnana ringraziarono il generale romano dedicandogli una colonna rituale.

Ancora oggi però nelle nostre vene di fieri garfagnini scorre il sangue di questi rozzi e fieri pastori-guerrieri, ancora qualcosa del loro carattere è nella nostra anima di coloro che non dissero mai di si a nessuno.