giovedì 17 aprile 2014

La porta della valle: il Ponte del Diavolo...(storia e leggenda)

Vecchi disegno del Ponte...Quante cose cambiate !
Chissà quanti ponti del diavolo ci sono nel mondo, ma sono certo che pochi, se non nessuno, possano eguagliare il fascino del Ponte del Diavolo,la porta della nostra valle.Le notizie storiche certe sulla costruzione del ponte sono scarse. Nicolao Tegrimi (scrittore lucchese del XV secolo) nella sua biografia di Castruccio Castracani (1281-1328) ne attribuisce la costruzione alla contessa Matilde di Canossa (1046 – 1115), “veramente virtuosa e donna bellissima”.Secondo le ipotesi di Massimo Betti (ex sindaco di Borgo a Mozzano)durante il governo di Castruccio (fine '300) furono realizzati gli archi minori del ponte sostituendo precedenti strutture in legno Ciò spiegherebbe la differenza tra l'arco maggiore e quelli minori, e anche la diversa pendenza della via sul lato sinistro del ponte, costruito a partire dall'arco preesistente.Il ponte comunque sia fu edificato per consentire l’attraversamento del fiume Serchio ai viaggiatori che desideravano recarsi a Bagni di Lucca.Subì  poi altri maneggiamenti, tra i quali l’apertura di un nuovo arco(1899) per il passaggio della linea ferroviaria Lucca Aulla. Si chiamò dapprima “Ponte di Chifenti”, poi, non più tardi del 1526, fu chiamato “Ponte della Maddalena”, in relazione ad un oratorio che si trovava ai piedi del ponte.Il consiglio generale della Repubblica di Lucca nel 1670 poi ne proibiva di passarvi sopra con ceppi e macine da mulino con l'intento di preservare il ponte nella sua integrità Tutti, però, lo conoscono come “Ponte del Diavolo”, perché la sua leggenda è più forte della storia.Come è già noto, una leggenda racconta che in un borgo sulle rive del Serchio, ad un capomastro bravo e apprezzato fu affidato il compito di costruire un ponte tra i due borghi. Passarono i giorni e siccome il lavoro procedeva lentamente, fu preso dallo sconforto e dalla disperazione per il disonore che sarebbe derivato nell'ultimare il lavoro fuori dal tempo pattuito. Gli sforzi effettuati non contrastavano il veloce passare del tempo e una sera, quando scoraggiato si era fermato a vedere il suo lavoro, apparve un rispettabile uomo d'affari sotto le cui sembianze si nascondeva il diavolo. Quest'ultimo si avvicinò al capomastro promettendogli
di terminare il ponte in una sola notte. Egli, dopo aver ascoltato un po' sbigottito le parole del diavolo, accettò la proposta. In cambio di questo favore costui voleva l'anima della prima persona che avrebbe attraversato il nuovo ponte. Il giorno successivo gli abitanti di Borgo a Mozzano si svegliarono e trovarono il ponte terminato. L'artigiano ricevendo i complimenti delle persone, raccomandò loro di non oltrepassare il ponte prima del calar del sole e si recò a Lucca per consultarsi con il Vescovo. Egli lo tranquillizzò e gli suggerì di far sì che passasse un maiale per primo: il Diavolo arrabbiato per essere stato giocato si buttò nelle acque del Serchio e da allora non se ne hanno più notizie.