lunedì 28 luglio 2014

La storia dei fratellini Kurt e Liliana, ebrei di Bagni di Lucca trucidati ad Auschwitz.

Lo strazio che questi giorni corre davanti ai nostri occhi attraverso la T.V ci lascia senza parole.Palestinesi ed israeliani conducono una guerra al massacro, all'annientamento totale e tutto cade nell'infamia più profonda quando a morire sono i bambini.Il bambino è futuro e speranza per un mondo migliore,ma come può essere migliore se si uccide la speranza stessa? Eppure nonostante tutto gli ebrei stessi venivano massacrati settant'anni anni fa durante la seconda guerra mondiale, donne, uomini, vecchi e anche in questo caso bambini. Settant'anni fa,tanto per intendersi, a livello storico- temporale è come dire qualche ora fa, ebbene nonostante conoscano la sofferenza di tale strazio nessuno si fa scrupolo.Lontano da me fare un analisi del confronto ebreo-palestinese per questo ci sono fior fiore di giornalisti e storici, però la mia è una constatazione di fatto innegabile.Ma siccome la storia è memoria e memoria vuol dire non dimenticare ( e possibilmente anche riflettere) voglio raccontare a tutti la storia dei fratellini Urbach,del piccolo Kurt e di Liliana lei nata a Bagni di Lucca il 19 ottobre 1942.La sua famiglia era una di quelle famiglie mandate al confino nella nostra valle per la sola colpa di essere ebrea.In precedenza erano fuggiti dalla propria terra natia (l'Austria) per le persecuzioni razziali.Vivevano a Ponte a Serraglio come internati se così si può dire liberi,lavoravano, vivevano in maniera tranquilla e piuttosto serena anche se con le limitazioni che imponevano le leggi razziali (niente radio, controllo della corrispondenza, nessuna attività politica, minimi rapporti con la popolazione, firma due volte al giorno dai carabinieri).Ma vivevano.Alla fine del 1943 le cose precipitarono.
Una vecchia foto di Ponte a Serraglio
Il 30 novembre, in lucchesia gli ebrei cominciarono ad essere rastrellati, e fu aperto il campo di concentramento provinciale di Villa Cardinali a Bagni di Lucca. Il campo era di transito la destinazione una sola: i campi di sterminio. A gennaio tutta la famiglia Urbach compresa la piccola Liliana e Kurt furono deportati.La prima tappa fu Firenze al centro smistamento regionale (tipo pacchi postali),poi Milano e da li partirono il 30 gennaio con i camion destinazione Auschwitz.Il padre di Liliana e Kurt esortato dalla madre ( "Vedrai alla donne ed ai bambini non faranno niente !") riuscì a fuggire.Purtroppo le rassicurazioni di mamma Alice non furono veritiere.Il 6 febbraio verso le sei del mattino giunsero ad Auschwitz a mezzogiorno erano già stati uccisi nelle camere a gas. Kurt aveva 4 anni,Liliana 15 mesi.