mercoledì 16 luglio 2014

"Il politico promette ma non mantiene"... Fino a che un giorno del 1618 Bertolo da Careggine...

"E la chiamano estate"
Alfonso I d'Este il prototipo
 del politico italiano
....Era il titolo di una canzone del 1962 di Bruno Martino, sarebbe proprio indicata come la colonna sonora di questa piovosa stagione che non ha lesinato tuoni,lampi e acqua a dirotto,causando poi anche allagamenti e danni a cose piuttosto rilevanti sopratutto verso le zone di Lucca. Questa situazione mi ha fatto tornare alla mente una tragicomica situazione di alcuni secoli fa e raccontava  di un tizio che aveva subito danni dal maltempo causati sopratutto da dei possedimenti terrieri dello stato e che appunto poi lo stato non gli aveva ripagato...Allora mi sono messo a ricercare la notizia nei meandri delle mia libreria,negli anfratti dei cassetti e fra le scartoffie della mia scrivania e alla fine... eccola qua! Meritava di essere ricercata perchè il documento è un chiaro esempio di come i tempi non siano cambiati...il povero cittadino è destinato a subire mentre il signore (o politico di turno) vince sempre,finchè però non nasce qualche Bertolo da Careggine che in qualche modo rivolta la frittata.Leggete bene perchè questa è veramente una chicca storica:

Anno Domini 1618 dal "Libro delle Denunzie" del magistrato di Castelnuovo Garfagnana si evince che tale Bertolo da Careggine fu querelato dall'ispettore estense Giovanni Battista venuto da Modena.Il contenzioso nacque dal momento in cui il suddetto ispettore  non mantenne la promessa fatta da Sua Altezza Serenissima Alfonso
vecchia foto del paese di Careggine
I d'Este che  avrebbe pagato di tasca sua "li guai" causa forti piogge fatti dal "rio" (n.d.r: torrente) che scorreva "intro" (n.d.r : dentro) proprietà statale allagando ed infangando  il campo dove il povero Bertolo coltivava i suoi ortaggi per se e il sostentamento della sua famiglia.Fatto sta che vistosi alle strette l'ispettore disse appunto che sua colpa non era dato che lui era il portavoce di Sua Altezza Serenissima,Bertolo rispose che dal momento che era il suo portavoce portasse ad Alfonso I per sua "dote" anche le percosse che stava per dargli e quindi si legge


"Prima li tirò una sassata nella vista,poi datogli due pugni nella bocca et fronte facendo sangue e percossolo con un marello (n.d.r: un bastone) sul brazzo minacciandolo di ammazzarlo..."
La storia insegna...il politico promette,ma non mantiene...Fino a che  un giorno da qualche parte nel mondo lo spirito di Bertolo da Careggine non si risveglierà...